SANTI del GIORNO
martedì 7 aprile 2026
IL SANTO DEL GIORNO
Sant' Ermanno Giuseppe di Colonia
Premostratense
Nato a Colonia tra il 1150 e il 1160, fin dalla infanzia si distinse per la devozione verso la Madre di Dio. A dodici anni entrò nel monastero premostratense di Steinfeld, allora nella diocesi di Colonia (da cui dista sessanta chilometri), oggi in quella di Aachen. Per ragioni di studio dimorò alcuni anni nel monastero di Mariengaarde, in Olanda, fondato dal beato Federico. Tornato a Steinfeld, fu addetto al servizio del refettorio e poi alla sagrestia. D;venuto sacerdote premostratense in un anno indeterminato, esercitò spesso il suo ministero nei monasteri delle religiose cistercensi e premostratensi della sua regione. Infine, nel 1241 o 1252, in Quaresima, essendo andato a esercitare il suo ministero a Hoven, assalito dalla febbre alcuni giorni prima di Pasqua, rese l'anima a Dio il giovedì entro l'ottava. Sepolto ad Hoven, le sue reliquie, il martedì dopo Pentecoste, furono portate con una solenne processione in Steinfeld e deposte nella chiesa, dove ancor oggi sono devotamente conservate e venerate dai fedeli. E. si distinse per la sua tenera devozione verso il Bambino Gesù e verso la Vergine, che era solito invocare col nome di "Rosa". Compose molti scritti, fra cui Orationes et gratiarum action; Commentarium in Cantica Canticorum; Officium S. Ursulae et Sociorum, ecc. La maggior parte di queste opere è andata perduta, ad eccezione di Duodecim gratiarum actiones e di Precula de quinque gaudiis B. M. V.. Il famosissimo inno Summi regis cor aveto in onore del Salvatore, si disputa se sia da attribuirsi a Ermanno Alcuni gliene attribuiscono la paternità (G. Schreiber, in Theologische Quartalschrift, CXXII [1941], pp. 117 sg.; Zeitschrift fur katholische Theologie, LV [1941], p. 30; J. Ramackers, in Zeitschrift des Aachener Geschichtsvereins' LXV [1951-52], pp. 176-81), altri lo giudicano di Arnolfo di Lovanio (D. Stracke, Arnulf van Leuven, O. Cist., versus gelukz. Hermann Jozef, O. Praem., in Ons Geestelijk Erf, XXIV [1950], pp. 27-50, 133-69).La storia del culto reso a E. è descritta accuratamente nella Positio super casu excepto (Roma 1954, pp. 68-177). Già nel 1339 gli fu dedicata una chiesa in Ubbergen, allora nella diocesi di Colonia; nel 1628 fu compilato a Steinfeld il processo super fama sanctitatis; le sue reliquie erano esposte alla venerazione del popolo con indulgenze in occasione della sua festa; gli erano dedicati altari e cappelle; lo stesso Benedetto XIII, nel 1728, consacrò a Roma un altare e lo dedicò ad E. (cf. H. Lamy, La dévotion de Benozt XIII pour le B. Hermann-Joseph, in Analecla Praemonstratensia, XV [1933], pp. 53-65). Finalmente, 1'11 agosto 1958, fu pubblicato il decreto della S. Congregazione dei Riti con cui è stato confermato il culto a lui attribuito. I1 15 maggio 1960 la stessa Congregazione stabilì che E. si può invocare come santo e che questo titolo può essere stampato nei calendari liturgici della diocesi di Aachen. Inoltre, Ia chiesa di Steinfeld, dove si conserva il corpo del santo, è stata dichiarata basilica minore. Con decreto del 7 genn. 1961 è stato concesso che la sua festa si celebri in tutte le diocesi della Germania il 7 aprile. L'arte raffigura il santo con un calice ornato di tre rose e con le vesti corali dell'Ordine Premostratense. Questo modo di rappresentarlo deriva dalle apparizioni di cui egli godette durante la sua vita terrena. E' notissima la pittura di A. Van Dyck, conservata nel museo di Vienna, in cui è ritratto lo sposalizio di Ermanno con la S.ma Vergine.
|
Alla Beatissima Madre O Vergine tutta pura, Madre del Santo Amore che all'umiltà tutta la tua grandezza, io non trovo più giusto titolo per supplicarti di aiutarmi a vincere la mia superbia. O Beatissima Madre non chiedo altro che uno dei tuoi sguardi: guardami e poi, se poi ti accontenterai di vedermi così povera … allora anch'io mi accontenterò di rimanere tale. Preghiera composta dalla B. Nemesia. |
![]() |
|
Le Croci Le croci e le pene mantengono l'anima nell'umiltà, fanno ricorrere più spesso a Dio e fanno praticare le più belle virtù cristiane, per le quali l'anima diviene cara a Dio e degna sposa del divin Crocifisso. S. Giovanni della Croce |
![]() |
288
Articolo di A&M DM (Il Cenacolo 1/4/2026) La fede come ascolto e visione
Il titolo dell’articolo ci interroga su aspetti del nostro credere che talvolta vengono trascurati, illudendoci di avere la fede e riducendo la stessa ad una mera questione di credere in qualcosa e immaginare la presenza di Dio nella propria vita. Noi invece vogliamo testimoniare la nostra fede partendo da ciò che leggiamo in san Giovanni: « Quello ...
322
1304