Coraggio, amico

Amico mio, deciditi e buttati,
mettiti insieme agli altri,
cammina con loro, senza paura.
Sulle strade accanto a te ci sono io.
Con il mio perdono.
Con al mia forza. Con la mia grazia.
Con la mia gioia.
Non ti tolgo dalle difficoltà.
Ti dò la forza per superarle
e la promessa di una vera vita.

Eccomi Signore, un nuovo giorno inizia ed io son qui che aspetto la tua Benedizione: sia su di me la tua grazia affinché io non tema nel cammino che debbo fare. Le mie mani siano operose e le mie labbra siano sempre pronte a ringraziarti: dammi Signore la forza per combattere la mia grande debolezza, quella di non essere mai troppo pronto a fare la tua volontà.

Signore che io non vacilli mai e se mai accadesse, Amami con un amore ancor più grande e cingimi del tuo abbraccio silenzioso.

Io mi ridesterò allora sicuro perché mai Tu permetterai che io mi senta abbandonato… portami dove vuoi ed io verrò con Te. Indicami Tu la via ed io la seguirò, ma entra su presto nel mio cuore perché è ora che io cominci il mio lavoro: sarà dolce e bello stare insieme, così non sarò mai solo. Fin dal mio risveglio ti ho cercato, Amato mio,
vieni presto a prendere il tuo posto in me, il mio cuore è tuo, mio Gesù.

SANTI del GIORNO

venerdì 30 gennaio 2026


Sant' Adelelmo (Elesmo) di Burgos
Beato Alano Magno di Lilla
Santa Alda (Aldegonda) Vergine e martire
Sant' Armentario di Pavia Vescovo
San Barsimeo (Barsamya) Vescovo di Edessa
Santa Batilde Regina dei Franchi
Beato Bronislao Bonaventura Markiewicz Sacerdote
Beata Carmela Garcia Moyon Martire
Beato Columba Giuseppe Marmion
San David Galvan Bermudez Martire Messicano
Beato Ferrario Mercedario
Beato Francesco Taylor Sindaco di Dublino, martire
Santa Giacinta Marescotti Religiosa
San Glastiano (Maglastiano) Vescovo
San Khuong (Tommaso) Sacerdote, martire nel Tonchino
San Mattia Vescovo di Gerusalemme
San Muziano Maria Wiaux Religioso
San Paolo Ho Hyob Martire
San Pellegrino Vescovo di Triocala
San Pietro I Zar dei Bulgari
Santa Savina Matrona
Beato Sebastiano Valfrè Sacerdote
Beato Sigismondo (Zygmunt) Pisarski Sacerdote e martire
San Teofilo il Giovane Soldato e martire


IL SANTO DEL GIORNO

Santa Martina

Martire

La storia di questa giovane santa comincia a ritroso, dalla sua tomba, 1.400 anni dopo il suo martirio, quando nel 1534 l'attivissimo Urbano VIII, impegnato sul fronte spirituale nella controriforma cattolica e su quello materiale nella restaurazione di celebri chiese romane, avendo riscoperto le reliquie della martire, ripropose ai romani la devozione di S. Martina, fissandone la celebrazione al 30 gennaio. Ne compose egli stesso l'elogio, con l'inno: "Martinae celebri plaudite nomini, Cives Romulei, plaudite gloriae", che invita ad ammirare la santa nella vita immacolata, nella carità esemplare e nella coraggiosa testimonianza resa a Cristo col martirio. Chi era in realtà S. Martina, che riemergeva improvvisamente e prepotentemente nella devozione popolare, tanto da essere considerata come una delle patrone di Roma, dopo tanti secoli di oblio? Le notizie storiche sono poche. La più antica risale al VI secolo, quando papa Onorio le dedicò una chiesa nel Foro. Cinquecento anni dopo, compiendosi degli scavi in questa chiesa, si trovarono in effetti le tombe di tre martiri. La festa della santa era già celebrata nel secolo VIII. Null'altro si conosce, per cui è necessario attingere altre notizie da una Passio leggendaria. Secondo questo racconto, S. Martina era una diaconessa, figlia di un nobile romano. Arrestata per la sua aperta professione di fede, venne condotta al tribunale dell'imperatore Alessandro Severo (222-235). Questo principe semiorientale, aperto a tutte le curiosità, al punto di includere Cristo tra gli dei venerati nella famiglia imperiale, fu estremamente tollerante verso i cristiani e il suo governo è contrassegnato da una fruttuosa parentesi di distensione nei confronti della Chiesa, che in quel periodo ebbe una grande espansione missionaria. Tutto è ignorato dall'autore della Passio, il quale si diffonde nell'elenco delle atroci torture inflitte dall'imperatore alla santa. Martina, trascinata davanti alla statua di Apollo, la fece andare in frantumi, provocando subito dopo un terremoto che distrusse il tempio e uccise i sacerdoti del dio. Il prodigio si ripetè con la statua e con il tempio di Artemide. Tutto ciò avrebbe dovuto indurre i suoi persecutori a riflettere; al contrario, più ostinati che mai, ingerirono sulle delicate membra della fanciulla sottoponendola a crudelissimi tormenti, dai quali ella uscì sempre illesa. Fu la spada a porre fine a tante sofferenze, troncando il capo della martire, il cui sangue andò a irrorare il fertile terreno della Chiesa romana. Il culto di santa Martina è inoltre attestato a Martina Franca (Taranto), dove è giunto in via particolare. Nel 1730 il cardinale Tommaso Innico Caracciolo, della famiglia dei duchi di Martina, pochi mesi prima di morire, volle donare alla città natale, e in particolare alla Collegiata di San Martino, in segno di affetto alcuni frammenti ossei della Santa, in un prezioso reliquiario d'argento, provenienti dalla chiesa dei Santi Luca e Martina di cui aveva il titolo cardinalizio, accompagnando il dono con una affettuosa lettera in cui annunciava che voleva donare alla città le reliquie della Santa che ne portava lo stesso nome. Santa Martina fu dichiarata patrona secondaria di Martina Franca.


Alla Beatissima Madre

O Vergine tutta pura, Madre del Santo Amore che all'umiltà tutta la tua grandezza, io non trovo più giusto titolo per supplicarti di aiutarmi a vincere la mia superbia. O Beatissima Madre non chiedo altro che uno dei tuoi sguardi: guardami e poi, se poi ti accontenterai di vedermi così povera … allora anch'io mi accontenterò di rimanere tale.

Preghiera composta dalla B. Nemesia.



Le Croci


Le croci e le pene mantengono l'anima nell'umiltà, fanno ricorrere più spesso a Dio e fanno praticare le più belle virtù cristiane, per le quali l'anima diviene cara a Dio e degna sposa del divin Crocifisso.

S. Giovanni della Croce






Sii l’esploratrice degli infiniti bisogni del mio Cuore per meglio cercare di soddisfarli. Troverai che aspetto le tue richieste, molteplici, umili, ma potenti; contrite, ma piene di certezze. Sii il commesso di merci, che sarà di guardia finche siano riempite le sue braccia. I miei Angeli porteranno a domicilio. Ma bisogna che tu abbia ottenuto. E i peccatori? Ti aspetto per attirarli e ritirarli. E le missioni? I pagani della tua patria e d’altrove? E i miei sacerdoti da aiutare, da conservare nella mia rassomiglianza? E i miei vescovi? Perché abbiano in loro lo sguardo della paternità. E perché ogni anima della tua epoca si preoccupi d’entrare in qualunque momento nella mia intimità. Non l’ho meritato? Non ho sofferto ancora più atrocemente di tutto quanto s’è potuto descrivere? Se poteste sapere... Sappiate soltanto che una parola d’amore Mi paga, che avvicinare le vostre vite alla mia vita, quella del Cielo, quella eucaristica. Mi trascina a portarvi tra le mie braccia, a coprirvi dei miei meriti. Ogni anima ha il suo modo di domandare: il tuo sia caldo e lungo, lieto come tu fossi già esaudita, affettuoso come sicura d’essere amata, grazioso, perché ripiena dei miei doni, generoso, penitente, audace, perché domandi nel mio nome... Ed Io ti ascolterò con tanta gioia che tu non potrai non sentirlo, sì che ne avrai un rinnovato coraggio nel chiamarmi per incessanti vittorie. E quando domanderai più ancora di molto, rivolgiti al tuo Gesù-Uomo, e il tuo Gesù-Uomo trasmetterà a Dio Padre, mediante lo Spirito d’Amore. Come allora la tua domanda può restare senza risposta?

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Articolo di A&M DM (Il Cenacolo 1/12/2025) Una comunità di credenti rafforza la nostra fede

Tutti possiamo convenire che l'uomo è un essere sociale, o volendo, possiamo anche definirlo "essere relazionale" . Questo concetto è stato espresso e reso famoso da Aristotele e ribadito, successivamente, da innumerevoli filosofi. L'essere umano può svilupparsi e scoprire a sua vera identità solo avendo delle interazioni con gli altri nel contesto ...



Messaggio di Medjugorje del 02/02/2009

Cari figli, oggi con cuore materno desidero ricordarvi, cioè avvertirvi dell’immenso amore di Dio e della pazienza che scaturisce da esso. Il vostro Padre mi manda e aspetta. Aspetta i vostri cuori aperti pronti per le sue opere. Aspetta i vostri cuori uniti nell’amore cristiano e nella misericordia nello spirito di mio Figlio. Non perdete tempo, figli, perché non ne siete padroni. Vi ringrazio.

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Messaggio di Medjugorje del 25/01/2026

Cari figli! Oggi vi invito ad essere preghiera e benedizione per tutti coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio. Figlioli, siate diversi dagli altri e positivi, uomini di preghiera e d’amore verso Dio, affinché con le vostre vite siate il segno dell’amore di Dio per gli altri. Io vi benedico con la mia benedizione materna ed intercedo per ciascuno di voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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