Coraggio, amico

Amico mio, deciditi e buttati,
mettiti insieme agli altri,
cammina con loro, senza paura.
Sulle strade accanto a te ci sono io.
Con il mio perdono.
Con al mia forza. Con la mia grazia.
Con la mia gioia.
Non ti tolgo dalle difficoltà.
Ti dò la forza per superarle
e la promessa di una vera vita.

Eccomi Signore, un nuovo giorno inizia ed io son qui che aspetto la tua Benedizione: sia su di me la tua grazia affinché io non tema nel cammino che debbo fare. Le mie mani siano operose e le mie labbra siano sempre pronte a ringraziarti: dammi Signore la forza per combattere la mia grande debolezza, quella di non essere mai troppo pronto a fare la tua volontà.

Signore che io non vacilli mai e se mai accadesse, Amami con un amore ancor più grande e cingimi del tuo abbraccio silenzioso.

Io mi ridesterò allora sicuro perché mai Tu permetterai che io mi senta abbandonato… portami dove vuoi ed io verrò con Te. Indicami Tu la via ed io la seguirò, ma entra su presto nel mio cuore perché è ora che io cominci il mio lavoro: sarà dolce e bello stare insieme, così non sarò mai solo. Fin dal mio risveglio ti ho cercato, Amato mio,
vieni presto a prendere il tuo posto in me, il mio cuore è tuo, mio Gesù.

SANTI del GIORNO

mercoledì 17 giugno 2026


Sant' Antidio Vescovo e martire
Beato Arnaldo (Arnoldo) da Foligno
Sant' Avito Abate
Santi Blasto e Diogene Martiri
Santi Egidio, Luigi, Giovanni e Paolo Martiri mercedari
Sant' Erveo (Hervè) Abate e eremita in Bretagna
Beata Eufemia di Altenmunster Badessa
Beato Filippo Papon Martire
Sant' Imerio di Amelia Vescovo
Santi Isauro, Innocenzo, Felice, Ermia, Pellegrino e Basilio Martiri
Beato Joseph-Marie Cassant Trappista
San Marciano Martire
San Nicandro Martire
Beato Paolo Burali Cardinale
San Pietro Da Martire
Beato Pietro Gambacorta
San Ranieri di Pisa
Beata Teresa del Portogallo Regina di Castiglia, cistercense
Santa Valeriana e compagne Martiri


IL SANTO DEL GIORNO

Sant' Ipazio Egumeno

Abate

E’ noto soprattutto per la ‘Vita’ scritta dal suo discepolo Callinico. Nato forse in Frigia, egli era figlio di un letterato che voleva ispirargli la passione della retorica, mentre la sua vocazione era quella di farsi monaco. Fuggito, si rifugiò in Tracia occupandosi come pastore, poi andò a raggiungere un ex soldato divenuto un’asceta, chiamato Giona e con lui fondarono un monastero raccogliendo un buon numero di confratelli, il convento venne assalito durante un’incursione degli Unni. Si spostò, insieme a Giona a Costantinopoli per chiedere aiuto contro queste incursioni a favore anche delle popolazioni che le subivano, qui ritrovò suo padre col quale si riconciliò. Verso il 400, attraversò il Bosforo e si sistemò nel monastero dei Rufiniani, chiamato così perché fondato dal pretorio Rufino qualche anno prima, presso la chiesa dei ss. Apostoli. Ipazio ebbe molte difficoltà con questa nuova destinazione sia per la condizioni dell’edificio andato in rovina, sia per le cattive disposizioni di alcuni suoi discepoli. Ospitò nel 403 i tre monaci egiziani perseguitati dal patriarca Teofilo detti “Fratelli lunghi”. Fu visitato varie volte dalle tre sorelle dell’imperatore Teodosio II, le quali venivano a chiedere la sua benedizione, lo stesso imperatore lo visitò due volte. Molto venerato dai contadini del circondario che gli attribuivano svariati miracoli. Combatté il nestorianesimo e si oppose alla restaurazione dei giochi olimpici da lui ritenuti una sopravvivenza del paganesimo. Morì a 80 anni nel 446, i Menologi dicono il 17 giugno.


Alla Beatissima Madre

O Vergine tutta pura, Madre del Santo Amore che all'umiltà tutta la tua grandezza, io non trovo più giusto titolo per supplicarti di aiutarmi a vincere la mia superbia. O Beatissima Madre non chiedo altro che uno dei tuoi sguardi: guardami e poi, se poi ti accontenterai di vedermi così povera … allora anch'io mi accontenterò di rimanere tale.

Preghiera composta dalla B. Nemesia.



Le Croci


Le croci e le pene mantengono l'anima nell'umiltà, fanno ricorrere più spesso a Dio e fanno praticare le più belle virtù cristiane, per le quali l'anima diviene cara a Dio e degna sposa del divin Crocifisso.

S. Giovanni della Croce






Vedi, ho pochi strumenti sulla terra... Chiedi allo Spirito di condurre il tuo spirito. Non parlare da quella che sei. Parla come parlerei Io, parla in vece mia. Sai quando parli come Me, figlia mia? Quando ci metti della bontà e dell'amabilità. Quando commuovi. Quando rispondi con garbo a una riflessione acerba. Quando scusi. Quando servi. Quando dai. Quando plachi un carattere irritabile. Quando consoli. Quando serbi un'inalterabile uguaglianza di umore. Quando rimani umile senza cercare di superare gli altri. Quando sei riconoscente dell'amabilità degli altri. Quando sei generosa. Chi fu più generoso di Me? E più dolce? E più umile? Tutte queste doti sono tue. Tu fai parte del mio Corpo mistico.

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Articolo di A&M DM (Il Cenacolo 1/6/2026) Una tradizione ininterrotta, dagli apostoli in qua

Gli apostoli che hanno vissuto con Gesù per circa tre anni, durante la sua vita pubblica, sono coloro ai quali il Signore ha comandato di trasmettere la fede a tutti i popoli: “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ...



Messaggio di Medjugorje del 25/10/2014

Cari figli! Pregate in questo tempo di grazia e chiedete l'intercessione di Tutti i Santi che sono già nella luce. Loro vi siano d' esempio e d' esortazione di giorno in giorno, sul cammino della vostra conversione. Figlioli, siate coscienti che la vostra vita è breve e passeggera. Perciò anelate all'eternità e preparate i vostri cuori nella preghiera. Io sono con voi ed intercedo presso il mio Figlio per ciascuno di voi, soprattutto per coloro che si sono consacrati a Me ed a mio Figlio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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Messaggio di Medjugorje del 25/05/2026

Cari figli, questo tempo sia per voi tempo di preghiera e di digiuno. Figlioli, nell'amore ritornate a Dio che è la vostra pace. Io sono con voi, figlioli, e vi amo con la mia tenerezza materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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