Coraggio, amico

Amico mio, deciditi e buttati,
mettiti insieme agli altri,
cammina con loro, senza paura.
Sulle strade accanto a te ci sono io.
Con il mio perdono.
Con al mia forza. Con la mia grazia.
Con la mia gioia.
Non ti tolgo dalle difficoltà.
Ti dò la forza per superarle
e la promessa di una vera vita.

Eccomi Signore, un nuovo giorno inizia ed io son qui che aspetto la tua Benedizione: sia su di me la tua grazia affinché io non tema nel cammino che debbo fare. Le mie mani siano operose e le mie labbra siano sempre pronte a ringraziarti: dammi Signore la forza per combattere la mia grande debolezza, quella di non essere mai troppo pronto a fare la tua volontà.

Signore che io non vacilli mai e se mai accadesse, Amami con un amore ancor più grande e cingimi del tuo abbraccio silenzioso.

Io mi ridesterò allora sicuro perché mai Tu permetterai che io mi senta abbandonato… portami dove vuoi ed io verrò con Te. Indicami Tu la via ed io la seguirò, ma entra su presto nel mio cuore perché è ora che io cominci il mio lavoro: sarà dolce e bello stare insieme, così non sarò mai solo. Fin dal mio risveglio ti ho cercato, Amato mio,
vieni presto a prendere il tuo posto in me, il mio cuore è tuo, mio Gesù.

SANTI del GIORNO

martedì 7 aprile 2026


Sant' Aiberto di Crespin Monaco
Beato Alessandro Rawlins Sacerdote e martire
San Callopio Martire
Beato Cristoforo Amerio Cardinale
Beato Edoardo Oldcorne Martire
Sant' Egesippo Scrittore cristiano
Sant’ Enrico Walpole Sacerdote gesuita, martire
San Giorgio di Militene Vescovo
San Giovanni Battista de La Salle Sacerdote
Beata Maria Assunta Pallotta Francescana
Santi Martiri di Sinope
Beata Orsolina (Veneri) di Parma Vergine
San Pelusio Sacerdote e martire
San Pietro Nguyen Van Luu Sacerdote e martire
Beato Randolfo Ashley Religioso gesuita, martire
Santi Teodoro, Ireneo, Serapione e Ammone Martiri


IL SANTO DEL GIORNO

Sant' Ermanno Giuseppe di Colonia

Premostratense

Nato a Colonia tra il 1150 e il 1160, fin dalla infanzia si distinse per la devozione verso la Madre di Dio. A dodici anni entrò nel monastero premostratense di Steinfeld, allora nella diocesi di Colonia (da cui dista sessanta chilometri), oggi in quella di Aachen. Per ragioni di studio dimorò alcuni anni nel monastero di Mariengaarde, in Olanda, fondato dal beato Federico. Tornato a Steinfeld, fu addetto al servizio del refettorio e poi alla sagrestia. D;venuto sacerdote premostratense in un anno indeterminato, esercitò spesso il suo ministero nei monasteri delle religiose cistercensi e premostratensi della sua regione. Infine, nel 1241 o 1252, in Quaresima, essendo andato a esercitare il suo ministero a Hoven, assalito dalla febbre alcuni giorni prima di Pasqua, rese l'anima a Dio il giovedì entro l'ottava. Sepolto ad Hoven, le sue reliquie, il martedì dopo Pentecoste, furono portate con una solenne processione in Steinfeld e deposte nella chiesa, dove ancor oggi sono devotamente conservate e venerate dai fedeli. E. si distinse per la sua tenera devozione verso il Bambino Gesù e verso la Vergine, che era solito invocare col nome di "Rosa". Compose molti scritti, fra cui Orationes et gratiarum action; Commentarium in Cantica Canticorum; Officium S. Ursulae et Sociorum, ecc. La maggior parte di queste opere è andata perduta, ad eccezione di Duodecim gratiarum actiones e di Precula de quinque gaudiis B. M. V.. Il famosissimo inno Summi regis cor aveto in onore del Salvatore, si disputa se sia da attribuirsi a Ermanno Alcuni gliene attribuiscono la paternità (G. Schreiber, in Theologische Quartalschrift, CXXII [1941], pp. 117 sg.; Zeitschrift fur katholische Theologie, LV [1941], p. 30; J. Ramackers, in Zeitschrift des Aachener Geschichtsvereins' LXV [1951-52], pp. 176-81), altri lo giudicano di Arnolfo di Lovanio (D. Stracke, Arnulf van Leuven, O. Cist., versus gelukz. Hermann Jozef, O. Praem., in Ons Geestelijk Erf, XXIV [1950], pp. 27-50, 133-69).La storia del culto reso a E. è descritta accuratamente nella Positio super casu excepto (Roma 1954, pp. 68-177). Già nel 1339 gli fu dedicata una chiesa in Ubbergen, allora nella diocesi di Colonia; nel 1628 fu compilato a Steinfeld il processo super fama sanctitatis; le sue reliquie erano esposte alla venerazione del popolo con indulgenze in occasione della sua festa; gli erano dedicati altari e cappelle; lo stesso Benedetto XIII, nel 1728, consacrò a Roma un altare e lo dedicò ad E. (cf. H. Lamy, La dévotion de Benozt XIII pour le B. Hermann-Joseph, in Analecla Praemonstratensia, XV [1933], pp. 53-65). Finalmente, 1'11 agosto 1958, fu pubblicato il decreto della S. Congregazione dei Riti con cui è stato confermato il culto a lui attribuito. I1 15 maggio 1960 la stessa Congregazione stabilì che E. si può invocare come santo e che questo titolo può essere stampato nei calendari liturgici della diocesi di Aachen. Inoltre, Ia chiesa di Steinfeld, dove si conserva il corpo del santo, è stata dichiarata basilica minore. Con decreto del 7 genn. 1961 è stato concesso che la sua festa si celebri in tutte le diocesi della Germania il 7 aprile. L'arte raffigura il santo con un calice ornato di tre rose e con le vesti corali dell'Ordine Premostratense. Questo modo di rappresentarlo deriva dalle apparizioni di cui egli godette durante la sua vita terrena. E' notissima la pittura di A. Van Dyck, conservata nel museo di Vienna, in cui è ritratto lo sposalizio di Ermanno con la S.ma Vergine.


Alla Beatissima Madre

O Vergine tutta pura, Madre del Santo Amore che all'umiltà tutta la tua grandezza, io non trovo più giusto titolo per supplicarti di aiutarmi a vincere la mia superbia. O Beatissima Madre non chiedo altro che uno dei tuoi sguardi: guardami e poi, se poi ti accontenterai di vedermi così povera … allora anch'io mi accontenterò di rimanere tale.

Preghiera composta dalla B. Nemesia.



Le Croci


Le croci e le pene mantengono l'anima nell'umiltà, fanno ricorrere più spesso a Dio e fanno praticare le più belle virtù cristiane, per le quali l'anima diviene cara a Dio e degna sposa del divin Crocifisso.

S. Giovanni della Croce






Busso alla tua porta. Lo credi nevvero, che Io non ho bisogno delle mie creature? Tuttavia, il mio amore di Dio ha bisogno del vostro amore. È così. In ogni tempo. Ti ricordi il mio “Ho sete“? Ho sempre sete. Se tu conoscessi questa sete, più ardente della sete degli uomini, t’industrieresti in tutti i modi per dissetarmi. Ecco perché batto alla tua porta. Ti ricordi dei calori del Sahara? Il deserto brucia meno di Me. Puoi capire come abbia sete dei vostri pensieri verso di Me, del vostro desiderio di piacermi, della vostra riconoscenza per le mie atroci sofferenze, della vostra comprensione per tutti gli obbrobri, le sconcezze, gli odi di cui fui oggetto la notte e il mattino della mia morte. Pensate qualche volta ai colpi, ai tormenti del mio corpo e del mio spirito? Potete misurare l’Amore per il quale Mi sono lasciato prendere? Non potevo fuggire nell’invisibile?... Il mio Amore andò incontro alle torture. Non pensi che l’abbia pagato il diritto di avere almeno la vostra amicizia? Ti ricordi, vero: il ladrone diceva: “Ricordati di me quando sarai nel tuo regno”. Io dico: “Ricordatevi di Me durante la vostra vita“. Mettetemi come un faro nel centro del vostro animo, non soltanto il faro che rischiara, ma quello che riscalda. Dove puoi essere tu ch’Io non ci sia? Quando Mi cerchi, già Io sono là, e quando Mi ami, Mi amo in te. Io sono la tua Fonte. Tu, fa’ risalire tutto a Me, con gioia, con semplicità: ben pochi ci pensano!

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Articolo di A&M DM (Il Cenacolo 1/4/2026) La fede come ascolto e visione

Il titolo dell’articolo ci interroga su aspetti del nostro credere che talvolta vengono trascurati, illudendoci di avere la fede e riducendo la stessa ad una mera questione di credere in qualcosa e immaginare la presenza di Dio nella propria vita. Noi invece vogliamo testimoniare la nostra fede partendo da ciò che leggiamo in san Giovanni: « Quello ...



Messaggio di Medjugorje del 14/08/1986

Cari figli, vi invito a far sì che la vostra preghiera sia la gioia dell'incontro con il Signore. Non posso guidarvi fino a traguardo finché voi stessi non sentite la gioia nella preghiera. Io desidero guidarvi di giorno in giorno sempre più nella preghiera, ma non desidero forzarvi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

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Messaggio di Medjugorje del 25/03/2026

Cari figli! Il veleno dell'egoismo e dell'odio regna nei cuori umani ed è per questo che non avete la pace. Vi invito, figlioli: siate amore e le mie mani tese verso tutti coloro che incontrate. Nell'umiltà pregate per la pace e impegnatevi per la riconciliazione fra gli uomini, affinché ogni uomo stia bene sulla terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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