Coraggio, amico

Amico mio, deciditi e buttati,
mettiti insieme agli altri,
cammina con loro, senza paura.
Sulle strade accanto a te ci sono io.
Con il mio perdono.
Con al mia forza. Con la mia grazia.
Con la mia gioia.
Non ti tolgo dalle difficoltà.
Ti dò la forza per superarle
e la promessa di una vera vita.

Eccomi Signore, un nuovo giorno inizia ed io son qui che aspetto la tua Benedizione: sia su di me la tua grazia affinché io non tema nel cammino che debbo fare. Le mie mani siano operose e le mie labbra siano sempre pronte a ringraziarti: dammi Signore la forza per combattere la mia grande debolezza, quella di non essere mai troppo pronto a fare la tua volontà.

Signore che io non vacilli mai e se mai accadesse, Amami con un amore ancor più grande e cingimi del tuo abbraccio silenzioso.

Io mi ridesterò allora sicuro perché mai Tu permetterai che io mi senta abbandonato… portami dove vuoi ed io verrò con Te. Indicami Tu la via ed io la seguirò, ma entra su presto nel mio cuore perché è ora che io cominci il mio lavoro: sarà dolce e bello stare insieme, così non sarò mai solo. Fin dal mio risveglio ti ho cercato, Amato mio,
vieni presto a prendere il tuo posto in me, il mio cuore è tuo, mio Gesù.

SANTI del GIORNO

giovedì 8 gennaio 2026


Sant' Alberto di Cashel Vescovo
Sant' Apollinare di Gerapoli Vescovo
Beato Edoardo Waterson Sacerdote e martire
Sant' Erardo di Ratisbona Vescovo
Beata Eurosia Fabris Barban Terziaria francescana
Beata Giacobella Maria della Croce Vergine mercedaria
San Giorgio il Chozibita Eremita
Santa Gudula Vergine
Beato Leandro Mercedario
San Lorenzo Giustiniani Vescovo
Santi Luciano, Massimiano e Giuliano Martiri
San Massimo di Pavia Vescovo
San Nathalan Vescovo dell'Aberdeen-Shire
San Paziente di Metz Vescovo
Santi Teofilo ed Elladio Martiri


IL SANTO DEL GIORNO

San Severino

Abate

Nel V secolo l'impero romano d'Occidente fu progressivamente sommerso dagli invasori germànici: Visigoti, Ostrogoti, Vandali, Svevi, Burgundi, Alemanni, Franchi. Nella generale devastazione solo le realtà e le autorità cristiane costituivano un punto fermo per la sopravvivenza. Tale è il contesto storico in cui si inseriscono la figura e l'opera di S. Severino, l'apostolo del Nòrico. Nato forse da nobile famiglia romana verso il 410, dopo un soggiorno in Oriente, intorno al 454 si stabilì sul Danubio, ai confini del Norico e della Pannonia, erigendovi dei monasteri idonei a dar rifugio alle popolazioni minacciate e al tempo stesso punti di irradiazione del vangelo tra le tribù barbare. Ugualmente portato alla vita contemplativa ed eremitica ed all'attività missionaria e favorito del carisma della profezia, S. Severino fu preveggente anche sul piano umano. Comprese infatti che il moto delle giovani popolazioni barbare era inarrestabile e che la decadente società romana avrebbe tratto vigore dalla trasfusione di queste nuove forze. Era però necessario aprire le loro menti alla verità del vangelo prima ancora entrare in diretto contatto. Con un gesto coraggioso che gli attirò l'ammirazione dei rudi guerrieri, raggiunse Comagène, già in mano nemica; la sua concreta carità verso i bisognosi gli conquistò in maniera definitiva il cuore semplice dei "barbari", a cominciare dai capi. Gibuldo, re degli Alamanni, mostrava per lui "somma riverenza ed affetto", come dice il suo biografo Eugippo, e lo ascoltava con rispetto, docile come un figlio; Flacciteo, re dei Rugi, "lo consultava nelle imprese pericolose come un oracolo celeste". Non mancarono segni del cielo che convalidavano le sue parole. Un giorno la nuora di Flacciteo aveva convinto questi, contro il parere di Severino, a non concedere la libertà ad alcuni prigionieri; Severino l'ammonì con energia a temere l'ira di Dio: quella notte stessa il nipote di Flacciteo venne fatto prigioniero da un'altra tribù barbarica e ottenne la libertà solo per intervento di Severino. Riverito e amato dall'umile gente come da re e guerrieri, egli visse poveramente, senza trarre per sé alcun vantaggio materiale: vestiva una tunica identica estate e inverno, dormiva le poche ore di sonno steso per terra, con i fianchi cinti dal cilicio, e in quaresima prendeva cibo solo una volta alla settimana. Morì l'8 gennaio 482. Le sue reliquie vengono ora venerate a Frattamaggiore (Napoli) insieme al martire Sosso.


Alla Beatissima Madre

O Vergine tutta pura, Madre del Santo Amore che all'umiltà tutta la tua grandezza, io non trovo più giusto titolo per supplicarti di aiutarmi a vincere la mia superbia. O Beatissima Madre non chiedo altro che uno dei tuoi sguardi: guardami e poi, se poi ti accontenterai di vedermi così povera … allora anch'io mi accontenterò di rimanere tale.

Preghiera composta dalla B. Nemesia.



Le Croci


Le croci e le pene mantengono l'anima nell'umiltà, fanno ricorrere più spesso a Dio e fanno praticare le più belle virtù cristiane, per le quali l'anima diviene cara a Dio e degna sposa del divin Crocifisso.

S. Giovanni della Croce






Per sentire la mia voce, occorre, prima di tutto, che tu ti metta in istato di purezza, vale a dire, bandire i pensieri del secolo, abbassarti nella tua stima, riscaldare i sentimenti d’amore di cui sei capace, chiamare il mio soccorso con i nomi più intimi e più dolci. Così ti potrai trovare nella camera segreta dell’anima tua, dove scambiarne le nostre tenerezze e, umilmente, aspetterai le grazie del tuo Re. Secondo giustizia, Lui non ti deve niente. Ma l’amore smisurato che prova per te Lo trascina a degli eccessi ed Egli s’impossesserà di te, creatura da Lui tutta creata.

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Articolo di A&M DM (Il Cenacolo 1/12/2025) Una comunità di credenti rafforza la nostra fede

Tutti possiamo convenire che l'uomo è un essere sociale, o volendo, possiamo anche definirlo "essere relazionale" . Questo concetto è stato espresso e reso famoso da Aristotele e ribadito, successivamente, da innumerevoli filosofi. L'essere umano può svilupparsi e scoprire a sua vera identità solo avendo delle interazioni con gli altri nel contesto ...



Messaggio di Medjugorje del 25/09/2007

Cari figli, anche oggi vi invito ad infiammare i vostri cuori sempre più ardentemente d'amore verso il Crocifisso e non dimenticate che per amore verso di voi ha dato la sua vita perché foste salvati. Figlioli meditate e pregate affinché il vostro cuore si apra all'amore di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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Messaggio di Medjugorje del 25/12/2025

Cari figli, oggi, in questo giorno di grazia, in modo particolare vi invito all’abbandono totale a Gesù. Figlioli, offritegli tutte le vostre ferite e dolori, il vostro passato ed il futuro e permettete a Gesù di regnare nelle vostre vite. Figli miei, soltanto con l’abbandono totale, Gesù si dona alla vostra vita e questo è il dono più grande che potete ricevere. Pregate per comprendere quanto siete preziosi per Gesù e quanto Lui vi ama. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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