Coraggio, amico

Amico mio, deciditi e buttati,
mettiti insieme agli altri,
cammina con loro, senza paura.
Sulle strade accanto a te ci sono io.
Con il mio perdono.
Con al mia forza. Con la mia grazia.
Con la mia gioia.
Non ti tolgo dalle difficoltà.
Ti dò la forza per superarle
e la promessa di una vera vita.

Eccomi Signore, un nuovo giorno inizia ed io son qui che aspetto la tua Benedizione: sia su di me la tua grazia affinché io non tema nel cammino che debbo fare. Le mie mani siano operose e le mie labbra siano sempre pronte a ringraziarti: dammi Signore la forza per combattere la mia grande debolezza, quella di non essere mai troppo pronto a fare la tua volontà.

Signore che io non vacilli mai e se mai accadesse, Amami con un amore ancor più grande e cingimi del tuo abbraccio silenzioso.

Io mi ridesterò allora sicuro perché mai Tu permetterai che io mi senta abbandonato… portami dove vuoi ed io verrò con Te. Indicami Tu la via ed io la seguirò, ma entra su presto nel mio cuore perché è ora che io cominci il mio lavoro: sarà dolce e bello stare insieme, così non sarò mai solo. Fin dal mio risveglio ti ho cercato, Amato mio,
vieni presto a prendere il tuo posto in me, il mio cuore è tuo, mio Gesù.

SANTI del GIORNO

lunedì 20 aprile 2026


Sant' Agnese Segni di Montepulciano Vergine
Beato Alfonso da Oria Francescano
Sant' Anastasio di Antiochia Vescovo e martire
Beato Anastasio Giacomo (Anastazy Jakub) Pankiewicz Sacerdote e martire
Sant' Aniceto Papa
Beato Antonio Page Martire
Beata Chiara Bosatta Vergine
Beato Domenico Vernagalli Confessore
San Donnino di Digne Vescovo
Sant' Eliena (Eilena, Elena) di Laurino Solitaria
Sant' Endelienda Vergine
Beato Francesco Page Gesuita, martire
Beato Geraldo de Salis
Beati Giacomo Bell e Giovanni Finch Martiri
San Marcellino d’Embrun Vescovo
San Marciano di Auxerre Monaco
Beato Maurizio Mac Kenraghty Sacerdote e martire
Beata Oda Monaca premostratense
Beati Riccardo Sargeant e Guglielmo Thomson Martiri
Beato Roberto Watkinson Sacerdote, martire
San Secondino di Cordova Martire
Beato Simone da Todi
Santi Sulpicio e Serviziano Martiri
San Teodoro Trichinas Monaco
Sant' Ugo d'Anzy-le-Duc
San Vione (Vihone) di Osnabruck Vescovo


IL SANTO DEL GIORNO

Santa Sara di Antiochia

Martire

La ‘Vita’ di questa santa martire, ci mostra come è saldo il credo nel valore definitivo del Battesimo, quando è amministrato validamente. Unica fonte che racconta la sua vita è il ‘Sinassario Alessandrino’ che la commemora al 20 aprile; Sara era la moglie di un alto ufficiale dell’armata dell’imperatore Diocleziano, di nome Socrate, allora residenti ad Antiochia e ambedue cristiani, ma Socrate per timore, rinnegò la fede cristiana, mentre Sara invece continuò fedelmente a professarla. Avuti due figli, ella esitò a farli battezzare ad Antiochia, pertanto decise di recarsi ad Alessandria per farlo lì, s’imbarcò con i due figli con questo scopo, ma la traversata fu travagliata a causa del mare agitato e ad un certo punto, infuriata ancora di più la tempesta, si ebbe il timore di un naufragio. In preda all’ansia per la salvezza dei suoi figli, sia corporale che spirituale, Sara si fece con un coltello un’incisione sul petto e con il sangue che scorreva, segnò con un segno di croce sulla fronte i due bambini e poi li immerse per tre volte nell’acqua del mare, invocando con una formula la SS. Trinità. Passata la tempesta, il mare si calmò e il viaggio proseguì fino ad Alessandria d’Egitto, giunta lì Sara si recò dal vescovo s. Pietro (300-310) per fare battezzare i figli, non ritenendo sufficiente il gesto fatto. Il vescovo stava proprio amministrando il Battesimo a dei fedeli e lei si mise in fila con i due figlioletti ad aspettare il loro turno; avvicinatosi, l’acqua del catino improvvisamente si ghiacciò, a questo punto Sara si mise da parte e per tre volte tentò di accostarsi e ogni volta l’acqua si ghiacciava, allora il vescovo al termine della cerimonia si avvicinò e le chiese spiegazioni, ascoltata la peripezia del viaggio e il rito urgente fatto, rassicurò Sara sulla validità del Battesimo, da lei somministrato nel momento del pericolo e che quindi era inutile ripetere. Allora Sara ripartì per Antiochia; giunta a casa raccontò l’episodio al marito Socrate, il quale a sua volta lo raccontò a Diocleziano; l’imperatore fece convocare Sara e l’interrogò in modo così brutale che ella, dopo una sola risposta si chiuse in un mutismo completo. Preso dall’ira Diocleziano la condannò ad essere arsa viva insieme ai due figli. Unica santa con questo nome; mentre il nome stesso ci riconduce a Sara moglie di Abramo, che generò Isacco per volere di Dio, a novant’anni. Il nome deriva dall’ebraico Sarah e significa ‘principessa, signora’ ed è abbastanza diffuso in Italia, divenendo uno dei più preferiti.


Alla Beatissima Madre

O Vergine tutta pura, Madre del Santo Amore che all'umiltà tutta la tua grandezza, io non trovo più giusto titolo per supplicarti di aiutarmi a vincere la mia superbia. O Beatissima Madre non chiedo altro che uno dei tuoi sguardi: guardami e poi, se poi ti accontenterai di vedermi così povera … allora anch'io mi accontenterò di rimanere tale.

Preghiera composta dalla B. Nemesia.



Le Croci


Le croci e le pene mantengono l'anima nell'umiltà, fanno ricorrere più spesso a Dio e fanno praticare le più belle virtù cristiane, per le quali l'anima diviene cara a Dio e degna sposa del divin Crocifisso.

S. Giovanni della Croce






Perché non mi riconosci nel tuo prossimo? Sii più affettuosa con loro. I bimbi han bisogno di tenerezza. Tu non sei che un tessuto di misericordie. Perché non mi riconosci nel tuo prossimo? Io sono l'Ostia. Tu sei l'ostensorio. I raggi d'oro sono le mie grazie per mezzo tuo. Io cerco delle sofferenze che vogliano unirsi alle mie.

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Articolo di A&M DM (Il Cenacolo 1/4/2026) La fede come ascolto e visione

Il titolo dell’articolo ci interroga su aspetti del nostro credere che talvolta vengono trascurati, illudendoci di avere la fede e riducendo la stessa ad una mera questione di credere in qualcosa e immaginare la presenza di Dio nella propria vita. Noi invece vogliamo testimoniare la nostra fede partendo da ciò che leggiamo in san Giovanni: « Quello ...



Messaggio di Medjugorje del 24/06/2005

Cari figli, con gioia stasera vi invito ad accettare e a rinnovare i miei messaggi. In modo speciale invito questa parrocchia, che all’inizio mi ha accolto con tanta gioia. Desidero che questa parrocchia inizi a vivere i miei messaggi e che mi continui a seguire.

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Messaggio di Medjugorje del 25/03/2026

Cari figli! Il veleno dell'egoismo e dell'odio regna nei cuori umani ed è per questo che non avete la pace. Vi invito, figlioli: siate amore e le mie mani tese verso tutti coloro che incontrate. Nell'umiltà pregate per la pace e impegnatevi per la riconciliazione fra gli uomini, affinché ogni uomo stia bene sulla terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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