Coraggio, amico

Amico mio, deciditi e buttati,
mettiti insieme agli altri,
cammina con loro, senza paura.
Sulle strade accanto a te ci sono io.
Con il mio perdono.
Con al mia forza. Con la mia grazia.
Con la mia gioia.
Non ti tolgo dalle difficoltà.
Ti dò la forza per superarle
e la promessa di una vera vita.

Eccomi Signore, un nuovo giorno inizia ed io son qui che aspetto la tua Benedizione: sia su di me la tua grazia affinché io non tema nel cammino che debbo fare. Le mie mani siano operose e le mie labbra siano sempre pronte a ringraziarti: dammi Signore la forza per combattere la mia grande debolezza, quella di non essere mai troppo pronto a fare la tua volontà.

Signore che io non vacilli mai e se mai accadesse, Amami con un amore ancor più grande e cingimi del tuo abbraccio silenzioso.

Io mi ridesterò allora sicuro perché mai Tu permetterai che io mi senta abbandonato… portami dove vuoi ed io verrò con Te. Indicami Tu la via ed io la seguirò, ma entra su presto nel mio cuore perché è ora che io cominci il mio lavoro: sarà dolce e bello stare insieme, così non sarò mai solo. Fin dal mio risveglio ti ho cercato, Amato mio,
vieni presto a prendere il tuo posto in me, il mio cuore è tuo, mio Gesù.

SANTI del GIORNO

lunedì 15 giugno 2026


Sant' Abramo di St-Cirgues Monaco
Beata Albertina Berkenbrock Vergine e martire
Sant' Amos Profeta
Santa Barbara Cui Lianzhi Martire
Santa Benilde di Cordova Martire
San Bernardo di Aosta (di Mentone)
Sant' Esichio di Durostoro Martire
Beato Ferdinando (Fernando) del Portogallo
Santa Germana Cousin Vergine
Sant' Isfrido di Ratzeburg Vescovo
San Landelino Abate
San Lotario di Seez Vescovo
Beato Luigi Maria Palazzolo Fondatore
Santi Modesto e Crescenzia Martiri
Beati Pietro Snow e Rodolfo Grimston Martiri
Beato Tommaso Scryven Monaco certosino, martire
San Vito Adolescente martire


IL SANTO DEL GIORNO

Sant' Amos

Profeta

Regno di Giuda e Regno di Israele, VIII secolo a.C. Lo Stato unitario nato con il re Saul è ora diviso nei due regni di Israele al nord e di Giuda al sud. E qui, nel paese di Tekoa vicino a Betlemme, abita il contadino Amos, al quale il Signore comanda di andare a predicare nel regno del nord. Amos accetta immediatamente, pur essendo estraneo al mondo dei predicatori o “portavoce” o “interpreti” di Dio (questo significa il termine ebraico tradotto con “profeta”). Lasciato il suo bestiame, entra nel regno d’Israele al tempo di re Geroboamo II (783-743 a.C.). Un tempo di straordinaria prosperità. E anche di religiosità intensa, si direbbe. C’è sempre folla nei santuari nazionali di Bet-El e di Dan, con offerte abbondanti e riti solenni. Amos, fedele alla chiamata, arriva appunto a Bet-El per rovinare la festa dei ricchi, per far vergognare i compiaciuti. Questo è l’incarico. Eccolo tra la folla, mentre profetizza sventure ai nemici di Israele per i loro misfatti. E questo ai suoi ascoltatori va molto bene. Ma presto Amos passa a parlare di loro: "Hanno venduto il giusto per denaro e il povero per un paio di sandali; calpestano la testa dei poveri come la polvere della terra...". Ecco su che cosa si basa questa prosperità: sull’ingiustizia, di cui il contadino di Tekoa enumera le manifestazioni: truffe in commercio, nel peso, nella moneta, sfruttamento dei poveri, usura spietata, schiavitù per il debitore... Sì, il Signore di tutti i popoli castigherà i nemici di Israele; ma anche questo regno dovrà scontare le sue iniquità. Non basta che possieda la vera fede: deve anche viverla con verità. Non serve adornare i templi: "Cercate il Signore, e vivrete!". C’è da pensare che questa infuocata campagna non duri a lungo. Entra infatti in campo Amasia, capo dei sacerdoti di Bet-El, parlando probabilmente a nome del re. E intima ad Amos di tornare al suo paese, nel regno di Giuda. Allora il profeta spiega che è stato il Signore a mandarlo, e aggiunge per Amasia questo tremendo annuncio: "Ebbene, dice il Signore: tua moglie si prostituirà nella città, i tuoi figli e le tue figlie cadranno di spada, la tua terra sarà spartita con la corda, tu morrai in terra immonda e Israele sarà deportato lontano dalla sua terra...". I notabili sferzati da Amos conosceranno sventura e deportazione quando il regno del nord verrà abbattuto nel 722 a.C. dagli Assiri. E Amos? Possiamo pensare che sia tornato in patria: il messaggio è stato comunicato, la missione compiuta. Ma lui in un certo senso ha voluto “farne rapporto” a tutti, per tutti i tempi. Dei profeti precedenti, infatti, noi conosciamo l’attività, ma di lui ci sono arrivate anche le parole. Per mano sua, o di qualche discepolo, Amos ce le ha volute tramandare nella loro irruenza originaria. Come se lo ascoltassimo noi pure a Bet-El, tra gli stupori.


Alla Beatissima Madre

O Vergine tutta pura, Madre del Santo Amore che all'umiltà tutta la tua grandezza, io non trovo più giusto titolo per supplicarti di aiutarmi a vincere la mia superbia. O Beatissima Madre non chiedo altro che uno dei tuoi sguardi: guardami e poi, se poi ti accontenterai di vedermi così povera … allora anch'io mi accontenterò di rimanere tale.

Preghiera composta dalla B. Nemesia.



Le Croci


Le croci e le pene mantengono l'anima nell'umiltà, fanno ricorrere più spesso a Dio e fanno praticare le più belle virtù cristiane, per le quali l'anima diviene cara a Dio e degna sposa del divin Crocifisso.

S. Giovanni della Croce






Sento quello che Mi dici. Mi piace ciò che Mi dici, come piacciono a un padre le parole dei figli. Al padre, ben inteso, piacciono le parole, ma più piace il figliolo che le dice. Credi questo. E tu sapendo di farmi piacere, ti rivolgerai più sinceramente, più allegramente (vedi come ripeto spesso queste parole?) a Me. Un uomo aveva due figliole che gli erano affezionate. La maggiore s’occupava attivamente degli affari del padre. Lo faceva per amore del padre, ma anche per amore degli affari che l’assorbivano interamente. L’altra aveva stabilito il suo pensiero in quello del padre col quale stava in stretta compagnia. Le sue azioni non le impedivano punto di volgere lo sguardo a lui, con tenerezza sempre maggiore. Quale delle due figliole ha consolato di più il padre? Per Me, niente M’è più prezioso del ricordo della mia creatura: quel ricordo che Mi date quando siete in piedi, quando siete seduti. Spesso un vostro pensiero è un grido che Io ascolto. Ah! figliolini, gridate di frequente perché vi esaudisca.

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Articolo di A&M DM (Il Cenacolo 1/6/2026) Una tradizione ininterrotta, dagli apostoli in qua

Gli apostoli che hanno vissuto con Gesù per circa tre anni, durante la sua vita pubblica, sono coloro ai quali il Signore ha comandato di trasmettere la fede a tutti i popoli: “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ...



Messaggio di Medjugorje del 21/06/2019

Cari figli, anche oggi desidero invitarvi in modo particolare a rinnovare i miei messaggi. Vivete i miei messaggi, cari figli! Parlate meno dei messaggi, ma vivete di più i messaggi: parlate di meno e vivete di più! Cari figli, sono con voi da così tanto tempo e anche oggi desidero invitarvi: pregate per le mie intenzioni, per i miei piani che desidero realizzare sul mondo: in particolare piani di pace. Anche oggi, cari figli, desidero dirvi che prego per tutti voi e che per tutti voi intercedo davanti a mio Figlio. Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata.

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Messaggio di Medjugorje del 25/05/2026

Cari figli, questo tempo sia per voi tempo di preghiera e di digiuno. Figlioli, nell'amore ritornate a Dio che è la vostra pace. Io sono con voi, figlioli, e vi amo con la mia tenerezza materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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