Coraggio, amico

Amico mio, deciditi e buttati,
mettiti insieme agli altri,
cammina con loro, senza paura.
Sulle strade accanto a te ci sono io.
Con il mio perdono.
Con al mia forza. Con la mia grazia.
Con la mia gioia.
Non ti tolgo dalle difficoltà.
Ti dò la forza per superarle
e la promessa di una vera vita.

Eccomi Signore, un nuovo giorno inizia ed io son qui che aspetto la tua Benedizione: sia su di me la tua grazia affinché io non tema nel cammino che debbo fare. Le mie mani siano operose e le mie labbra siano sempre pronte a ringraziarti: dammi Signore la forza per combattere la mia grande debolezza, quella di non essere mai troppo pronto a fare la tua volontà.

Signore che io non vacilli mai e se mai accadesse, Amami con un amore ancor più grande e cingimi del tuo abbraccio silenzioso.

Io mi ridesterò allora sicuro perché mai Tu permetterai che io mi senta abbandonato… portami dove vuoi ed io verrò con Te. Indicami Tu la via ed io la seguirò, ma entra su presto nel mio cuore perché è ora che io cominci il mio lavoro: sarà dolce e bello stare insieme, così non sarò mai solo. Fin dal mio risveglio ti ho cercato, Amato mio,
vieni presto a prendere il tuo posto in me, il mio cuore è tuo, mio Gesù.

SANTI del GIORNO

venerdì 3 aprile 2026


Santi Cresto e Pappo Martiri
Beati Ezechiele Huerta Gutiérrez e Salvatore Huerta Gutiérrez Laici e martiri
Beato Gandolfo da Binasco
Beato Giovanni da Penna San Giovanni
San Giovanni I di Napoli Vescovo
San Giuseppe l’Innografo Monaco a Costantinopoli
San Luigi Scrosoppi Sacerdote
San Niceta di Medikion Egumeno
Beato Pietro Edoardo (Piotr Edward) Dankowski Sacerdote e martire
Beati Roberto Middleton e Thurston Hunt Martiri
San Sisto I Papa
Sant' Ulpiano di Tiro Martire


IL SANTO DEL GIORNO

San Riccardo di Chichester

Vescovo

E’ conosciuto anche come s. Riccardo di Wych, perché nacque in questa città, odierna Droitwich nella contea di Worcester verso il 1197, figlio di modesti proprietari terrieri. Pur essendo molto attivo negli studi da ragazzo e giovane, da adulto dovette lavorare duramente nella fattoria, per le esigenze familiari. Risoltisi i problemi economici, poté recarsi a studiare all’Università di Oxford (ca. 1200), sotto la guida degli insigni futuri vescovi Rich e Grosseteste. Proseguì gli studi prima a Parigi e poi per sette anni a Bologna in Diritto Canonico; in questa città per la seconda volta rifiutò la proposta di un allettante matrimonio. A 38 anni nel 1235, tornò ad Oxford, dove fu subito nominato Rettore dell’Università, il suo antico maestro Edmondo Rich, che era divenuto arcivescovo di Canterbury, nel 1237 lo volle come cancelliere della importante diocesi; qui si distinse nella collaborazione data validamente per attuare la riforma del clero e nel contrastare le ingerenze del potere regale. Accompagnò l’arcivescovo nel suo viaggio a Pontigny in Francia e gli fu accanto quando questi morì a Soissy nel 1240, Edmondo gli lasciò in eredità un calice e Riccardo in quell’occasione decise di farsi prete, prendendo a studiare teologia per due anni, presso i Domenicani di Orléans. Dopo l’ordinazione sacerdotale, avvenuta nel 1242 a 45 anni, ritornò in Inghilterra e si dedicò come semplice parroco ai fedeli di Charing e Deal nel Kent. Ma subito fu reintegrato come cancelliere della diocesi di Canterbury, dal nuovo arcivescovo Bonifacio di Savoia. Suo malgrado, nel 1244 si trovò al centro della controversa elezione del vescovo di Chichester; Riccardo era il candidato sostenuto dai vescovi e dal partito della Riforma; ma non del re Enrico III, che nominò invece Riccardo Passelewe, abile amministratore ma non colto in questioni teologiche. L’arcivescovo di Canterbury, quale Primate non convalidò la nomina e il re di rimando confiscò i beni e le rendite della diocesi di Chichester; le due parti si rivolsero al papa Innocenzo IV, il quale confermando la scelta di Riccardo di Wych, lo consacrò vescovo nel 1245 a Lione. Il nuovo vescovo, ritornato nella sua diocesi di Chichester, trovò tutti i beni sequestrati e dovette fissare la sua dimora in casa di un parroco a Tarring (Sussex), spostandosi a piedi in tutta la diocesi, per espletare il suo ministero e coltivando la terra nel tempo libero. La situazione durò due anni, alla fine, il re Enrico III, minacciato di scomunica da parte del papa Innocenzo IV, restituì tutti i beni alla diocesi. Riccardo fu un uomo di grande carità, generoso nell’ospitalità, comprensivo con i peccatori e soprattutto prodigo per i colpiti dalla carestia del 1247. Istituì gli Statuti Diocesani, che ancora sopravvivono, essi comprendono tutte le disposizioni per il celibato e la condotta del clero, dell’amministrazione gratuita dei sacramenti, per la celebrazione dignitosa della Messa; per la disciplina dei fedeli nell’osservare il precetto festivo e la conoscenza a memoria delle preghiere; inoltre diede grande carità ed assistenza agli ammalati ed ai sacerdoti anziani. Fu grande predicatore per una nuova crociata, dopo la disastrosa spedizione di s. Luigi IX re di Francia, nel 1253; non aveva intenzioni politiche, ma solo lo scopo della riapertura ai pellegrini della Terra Santa. Mentre si trovava a Dover per erigere una chiesa in onore del suo antico maestro e vescovo s. Edmondo Rich, si ammalò gravemente in questa città e dopo qualche giorno morì, era il 3 aprile 1253. La sua santità era tale, che dopo nove anni appena, fu canonizzato da papa Urbano IV, il 22 gennaio 1262. Il 16 giugno 1276, alla presenza del re Edoardo I, di vescovi e dignitari, il suo corpo fu traslato dalla tomba, in un reliquiario dietro l’altare maggiore della cattedrale; detto reliquiario fu distrutto dallo scismatico Enrico VIII, il 20 novembre 1538 e delle sue reliquie si sono perse le tracce. I pellegrinaggi alla sua tomba durarono tutto il Medioevo, la festa del 3 aprile divenne generale nei monasteri benedettini di tutta l’Inghilterra ed è ancora celebrata da cattolici ed anglicani. È venerato come protettore dei cocchieri, forse perché quando lavorava nella fattoria paterna, guidava carri e cavalli.


Alla Beatissima Madre

O Vergine tutta pura, Madre del Santo Amore che all'umiltà tutta la tua grandezza, io non trovo più giusto titolo per supplicarti di aiutarmi a vincere la mia superbia. O Beatissima Madre non chiedo altro che uno dei tuoi sguardi: guardami e poi, se poi ti accontenterai di vedermi così povera … allora anch'io mi accontenterò di rimanere tale.

Preghiera composta dalla B. Nemesia.



Le Croci


Le croci e le pene mantengono l'anima nell'umiltà, fanno ricorrere più spesso a Dio e fanno praticare le più belle virtù cristiane, per le quali l'anima diviene cara a Dio e degna sposa del divin Crocifisso.

S. Giovanni della Croce






Quante volte nel mio tabernacolo accumulo tesori pronti tutti per essere dati, ma nessuno è venuto a chiedermeli. Tuttavia, parecchi erano entrati in chiesa; ecco... una breve visita, distratta..., lontana, come se il mio Corpo fosse morto nell’Eucaristia, e la mia Anima fosse rimasta in Cielo. Sforzati di pensare alla mia reale presenza per amarmi. Forse che la tua vita interiore ha bisogno di sensi? Non è vero che cominci ad essere più certa dell’invisibile che non del visibile? Non ci sono momenti nei quali senti la certezza della Fede? È in questi momenti che Noi discendiamo in te, perché tu rispondi a quello per cui ti abbiamo fatta. L’uomo lascerà tutto, ogni cosa materiale e tangibile, per affezionarsi a Dio solo. Quegli ch’ella amerà senza vederlo. È qui, figlia, tutto il segreto delle delizie che si danno a Dio

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Articolo di A&M DM (Il Cenacolo 1/2/2026) Colui che crede, nell’accettare il dono della fede, è trasformato in una creatura nuova.

Il titolo di questo articolo risulta essere sorprendente. Come si può credere che il solo accettare il dono della fede può trasformare la vita di una persona? Anzi c’è di più: avviene una nuova creazione, come affermato da Gesù nel colloquio con Nicodemo (Gv 3:3-7). Nel nuovo testamento leggiamo: “Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le ...



Messaggio di Medjugorje del 23/12/1981

La Messa di Natale sia celebrata a mezzanotte e non alla sera.

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Messaggio di Medjugorje del 25/03/2026

Cari figli! Il veleno dell'egoismo e dell'odio regna nei cuori umani ed è per questo che non avete la pace. Vi invito, figlioli: siate amore e le mie mani tese verso tutti coloro che incontrate. Nell'umiltà pregate per la pace e impegnatevi per la riconciliazione fra gli uomini, affinché ogni uomo stia bene sulla terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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