Coraggio, amico

Amico mio, deciditi e buttati,
mettiti insieme agli altri,
cammina con loro, senza paura.
Sulle strade accanto a te ci sono io.
Con il mio perdono.
Con al mia forza. Con la mia grazia.
Con la mia gioia.
Non ti tolgo dalle difficoltà.
Ti dò la forza per superarle
e la promessa di una vera vita.

Eccomi Signore, un nuovo giorno inizia ed io son qui che aspetto la tua Benedizione: sia su di me la tua grazia affinché io non tema nel cammino che debbo fare. Le mie mani siano operose e le mie labbra siano sempre pronte a ringraziarti: dammi Signore la forza per combattere la mia grande debolezza, quella di non essere mai troppo pronto a fare la tua volontà.

Signore che io non vacilli mai e se mai accadesse, Amami con un amore ancor più grande e cingimi del tuo abbraccio silenzioso.

Io mi ridesterò allora sicuro perché mai Tu permetterai che io mi senta abbandonato… portami dove vuoi ed io verrò con Te. Indicami Tu la via ed io la seguirò, ma entra su presto nel mio cuore perché è ora che io cominci il mio lavoro: sarà dolce e bello stare insieme, così non sarò mai solo. Fin dal mio risveglio ti ho cercato, Amato mio,
vieni presto a prendere il tuo posto in me, il mio cuore è tuo, mio Gesù.

SANTI del GIORNO

venerdì 6 febbraio 2026


Beato Alfonso Maria Fusco
Sant' Amando di Maastricht Vescovo
Beato Angelo da Furci
Beato Antimo da Urbino
Sant' Antoliano Martire
San Brinolfo Algotsson Vescovo
Santa Dorotea di Alessandria
Santa Dorotea e Teofilo Martire di Cesarea di Cappadocia
San Filippo di Gesù (Felipe Las Casas Martnez) Religioso e martire
Beato Francesco Spinelli Sacerdote
San Geraldo di Ostia Vescovo
San Giovanni Soan di Gotò Gesuita martire in Giappone
Beata Ildegonda Monaca premostratense
Santi Martiri Giapponesi
San Matteo Correa Magallanes Martire Messicano
San Melis di Ardagh Vescovo
San Paolo Miki e compagni Martiri M
San Pietro Battista Blasquez Francescano martire a Nagasaki (Giappone)
San Pietro di San Dionigi Sacerdote mercedario, martire 6 febbraio
Santa Renilde Badessa MR 6 febbraio
San Silvano di Emesa Vescovo e martire MR 6 febbraio
Beata Teresa Fernandez Vergine mercedaria 6 febbraio
Santi Tommaso Cesaki, Antonio da Nagasaki e Lodovico Ibarki Fanciulli, martiri 6 febbraio
San Vedasto (Gastone) di Arras Vescovo MR 6 febbraio


IL SANTO DEL GIORNO

San Guarino di Palestrina

Vescovo

San Guarino nacque nel 1080 dalla nobile famiglia bolognese dei Guarini, la madre era una Foscari. Ben educato ed istruito, amava in particolare la letteratura. Di carattere riflessivo e riservato, dedicava una parte importante della giornata alla preghiera. La vocazione religiosa, coltivata nel suo animo fin da fanciullo, incontrò l’opposizione dei genitori che riuscì poi a superare. Ordinato sacerdote e Canonico della Cattedrale di Bologna, a ventiquattro anni, decise di seguire la Regola di S. Agostino divenendo Canonico Regolare Lateranense, nel convento di S. Croce in Mortara. Prima di lasciare la sua città destinò i propri beni all’erezione di un ospedale. Nella vita comunitaria si distinse per l’obbedienza, eccellendo in sapienza e dottrina. Visse in grande austerità, suscitando l’ammirazione sia del clero che del popolo. Tratto caratteristico della sua persona era la bontà. All’età di cinquantanove anni fu designato, a furor di popolo, alla cattedra vescovile di Pavia. Sentendosi indegno scongiurò che venisse sollevato da tale incarico. Le sue rimostranze furono inutili tanto che scappò, si dice dalla finestra della sua cella, nascondendosi, fino a quando fu eletto un altro prelato. Durante l’Avvento del 1144 arrivò una nuova nomina a vescovo, questa volta di Palestrina (antica Preneste), da Papa Lucio II (Gerardo Caccianemici). Era anch’egli bolognese, suo parente e ben conosceva le doti non comuni di Guarino. Questa volta dovette accettare, venendo inoltre insignito del titolo cardinalizio. Prima di partire da Mortara assicurò una rendita all’ospedale che aveva fondato a Bologna. Questo ospedale sorse vicino alla chiesa di S. Lorenzo dei Guarini, poi presso la chiesa di S. Maria dei Guarini che, nel XIV secolo, cambiò il titolo in S. Giobbe. Fu pastore della diocesi di Palestrina per tredici anni, continuando, nel privato, l’austera vita monacale. Si distinse anche qui per la generosità: tutto il denaro derivante dalla nuova carica, compresi i doni del Papa (tra cui alcuni bellissimi cavalli), furono venduti e il ricavato distribuito ai poveri. Temendo di non essere un buon vescovo, per due volte si allontanò. Una volta nel Sacro Speco di Subiaco e venne richiamato dal Papa, il Beato Eugenio III, un’altra volta ad Ostia dove trovò i saraceni. Riparò a Roma da Papa Anastasio IV con cui sottoscrisse una bolla. Come cardinale partecipò a tre conclavi: per l’elezione di Eugenio III, Anastasio IV e Adriano IV. La Chiesa viveva anni assai travagliati: una repubblica autoproclamata governava Roma, si combatté la Seconda Crociata, vi fu un antipapa, la rivolta di Arnaldo da Brescia, gli scontri con i Normanni e l’invadenza di Federico Barbarossa. Guarino stette fuori dalla politica, preoccupandosi solo della sua diocesi. Aveva settantotto anni quando un giorno, sentendosi prossimo a morire, convocò tutto il clero al suo capezzale. Spirò dopo aver esortato all’amore vicendevole e al pensiero della salvezza eterna. Era il 6 febbraio 1158. Il popolo diceva che, per l’eccellente condotta di vita, aveva meritato di vivere oltre cento anni. Il suo corpo fu deposto in un’urna di marmo, nella cripta della Cattedrale di Sant’ Agapito. L’anno successivo alla morte, vista la grande fama di santità, Papa Alessandro III ne decretò il culto. Nel 1437 Palestrina subì un saccheggio e, per il pericolo di profanazione, le sue reliquie furono nascoste. Da quel momento non si conosce più la loro collocazione: forse furono portate a Cometo (in Maremma) dal Cardinale Giovanni Vitelleschi, altri dicono a Bologna, sua città natale.


Alla Beatissima Madre

O Vergine tutta pura, Madre del Santo Amore che all'umiltà tutta la tua grandezza, io non trovo più giusto titolo per supplicarti di aiutarmi a vincere la mia superbia. O Beatissima Madre non chiedo altro che uno dei tuoi sguardi: guardami e poi, se poi ti accontenterai di vedermi così povera … allora anch'io mi accontenterò di rimanere tale.

Preghiera composta dalla B. Nemesia.



Le Croci


Le croci e le pene mantengono l'anima nell'umiltà, fanno ricorrere più spesso a Dio e fanno praticare le più belle virtù cristiane, per le quali l'anima diviene cara a Dio e degna sposa del divin Crocifisso.

S. Giovanni della Croce






Considerami nei miei diversi aspetti... Un uomo, lo sai, ha le sue tristezze e le sue gioie, nei piccoli avvenimenti della terra. Un Uomo-Dio è la stessa cosa, ma col suo sguardo più lungo, perché eterno, e con un Cuore multiplo, perché ha tutti i vostri nel suo. Non in senso figurato, figli miei; Io porto veramente in Me ogni anima e l'avviluppo d'Amore. Ma voi non vedete che Io vi porto. Voi non conoscete il peso dell'Amore!... Tuttavia, le sofferenze della mia Passione ne sono la prova. Contempla il mio Volto doloroso. Hai tempo? Puoi pensarci un po'? Sarà come il morbido lino della Veronica; essa Me lo tendeva e Io con una mano l'appoggiai sulla mia Faccia lasciandovene l'impronta. E tu, che Mi offri il tuo spirito, non credi che Io possa permearlo del mio, perché tu lo dia agli altri, affinché tutto, in voi, sia un profitto per tutti? Più dai agli altri, più Io ti do.

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Articolo di A&M DM (Il Cenacolo 1/12/2025) Una comunità di credenti rafforza la nostra fede

Tutti possiamo convenire che l'uomo è un essere sociale, o volendo, possiamo anche definirlo "essere relazionale" . Questo concetto è stato espresso e reso famoso da Aristotele e ribadito, successivamente, da innumerevoli filosofi. L'essere umano può svilupparsi e scoprire a sua vera identità solo avendo delle interazioni con gli altri nel contesto ...



Messaggio di Medjugorje del 07/05/1985

Cara figlia mia (Ivanka), oggi è il nostro ultimo incontro. Non essere triste, perché io verrò a farti visita in occasione di tutti gli anniversari, tranne il prossimo. Figlia mia, non pensare di aver commesso qualche errore e che per questo motivo non verrò più a farti visita. Non hai fatto nulla. Tu hai accolto con tutto il cuore e realizzato i piani che mio Figlio e io avevamo. Sii felice, perché io sono tua Madre, che ti ama con tutto il cuore. Ivanka, grazie per aver risposto alla chiamata di mio Figlio e per essere stata così perseverante come Lui si aspettava. Figlia, di’ ai tuoi amici che mio Figlio e io saremo sempre con loro quando ci cercheranno e invocheranno. Quello che ti ho detto in questi anni a proposito dei segreti non rivelarlo a nessuno, fino a quando io non te lo dirò. Ivanka, la grazia che tu e i tuoi fratelli avete ricevuto non l’ha ricevuta nessuno fino a ora in terra.

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Messaggio di Medjugorje del 25/01/2026

Cari figli! Oggi vi invito ad essere preghiera e benedizione per tutti coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio. Figlioli, siate diversi dagli altri e positivi, uomini di preghiera e d’amore verso Dio, affinché con le vostre vite siate il segno dell’amore di Dio per gli altri. Io vi benedico con la mia benedizione materna ed intercedo per ciascuno di voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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