Coraggio, amico

Amico mio, deciditi e buttati,
mettiti insieme agli altri,
cammina con loro, senza paura.
Sulle strade accanto a te ci sono io.
Con il mio perdono.
Con al mia forza. Con la mia grazia.
Con la mia gioia.
Non ti tolgo dalle difficoltà.
Ti dò la forza per superarle
e la promessa di una vera vita.

Eccomi Signore, un nuovo giorno inizia ed io son qui che aspetto la tua Benedizione: sia su di me la tua grazia affinché io non tema nel cammino che debbo fare. Le mie mani siano operose e le mie labbra siano sempre pronte a ringraziarti: dammi Signore la forza per combattere la mia grande debolezza, quella di non essere mai troppo pronto a fare la tua volontà.

Signore che io non vacilli mai e se mai accadesse, Amami con un amore ancor più grande e cingimi del tuo abbraccio silenzioso.

Io mi ridesterò allora sicuro perché mai Tu permetterai che io mi senta abbandonato… portami dove vuoi ed io verrò con Te. Indicami Tu la via ed io la seguirò, ma entra su presto nel mio cuore perché è ora che io cominci il mio lavoro: sarà dolce e bello stare insieme, così non sarò mai solo. Fin dal mio risveglio ti ho cercato, Amato mio,
vieni presto a prendere il tuo posto in me, il mio cuore è tuo, mio Gesù.

SANTI del GIORNO

venerdì 1 maggio 2026


Sant' Agostino Schoeffler Martire
Beato Aldebrando Vescovo di Fossombrone
Sant' Amatore di Auxerre Vescovo
Sant' Andeolo Martire
Sant' Arigio Vescovo
Sant' Asaf (o Asaph) Vescovo
Beata Vergine Maria di San Luca
San Brioco Vescovo e abate
Beato Clemente (Klymentij) Septyckyj Sacerdote e martire
Santi Gistaldo e Gundebado
Beato Giuliano Cesarello
San Giuseppe Lavoratore
Santa Grata di Bergamo
Sant' Ipolisto Martire
San Jean-Louis Bonnard Missionario e martire
Beata Mafalda Badessa di Arouca
San Marculfo (o Marcolfo) Abate di Nanteuil
Sant' Orenzio (o Orienzo) di Auch Vescovo
Santi Orenzio e Pazienza Sposi e martiri
San Pellegrino Laziosi Religioso
Beata Petronilla di Moncel Badessa
San Riccardo Pampuri Religioso
San Sigismondo Re dei Burgundi e martire
San Teodardo di Narbonne Vescovo
San Torquato Vescovo di Guadix
Beato Vivaldo Eremita


IL SANTO DEL GIORNO

San Geremia Profeta

Geremia è uno dei quattro grandi profeti d’Israele, figlio di Helkia della tribù di Beniamino, nacque verso il 650 a.C. nel villaggio di Anatot presso Gerusalemme; visse e predicò nel regno di Giuda tra il 622 fino oltre il 587 a.C. Appartenente alla stirpe dei sacerdoti del tempio di Gerusalemme, iniziò il suo ministero profetico sotto il regno di Giosia. Uomo mite e timido, fu chiamato contro la sua volontà e la sua natura di uomo sensibile, ad una missione profetica durissima, cioè quella di essere l’annunciatore e il testimone della rovina di Gerusalemme e del regno davidico di Giuda. In quegli anni scompariva definitivamente l’impero Assiro e si riaffermava la potenza di Babilonia, specie con il re Nabucodonosor, che fece pesare la sua autorità in Palestina; Geremia fu sempre contrario ad un’alleanza del popolo d’Israele con l’Egitto, consigliando sottomissione alla potenza babilonese e gli avvenimenti gli diedero ragione. Infatti Nabucodonosor per reprimere le continue ribellioni ed i tentativi di alleanza con l’Egitto, fece tre spedizioni contro il regno di Giuda, che si conclusero come una sciagura nel 586 a.C., con la distruzione del Tempio, con lo spodestamento della dinastia davidica regnante, con la deportazione degli israeliti più influenti, dando inizio così alla cosiddetta “cattività babilonese”. Geremia che aveva profetizzato più volte questi avvenimenti, si trovò al centro di tutto questo dramma; dotato di un’esperienza mistica e profetica eccezionale, Geremia incitò i suoi concittadini ad una religione sincera e ad una vera intimità con Dio. Fu sua opinione che i peccati del regno di Giuda fossero da attribuire al carattere nazionalistico e conservatore delle istituzioni religiose e annunziò che in breve tempo, la legge della responsabilità collettiva avrebbe ceduto il posto a quella della responsabilità individuale. Purtroppo il risultato della sua missione profetica si poté vedere solo dopo la sua morte. Durante la sua vita, avvenne la cosiddetta “scoperta” del Deteuronomio che influenzò lo stile e le idee del suo libro. Il libro di Geremia è il 30° della Bibbia e il più lungo dell’Antico Testamento, consta di 52 capitoli, ad esso va aggiunto il libro delle ‘Lamentazioni’, il 31°, tradizionalmente attribuito allo stesso Geremia, ma lo stile e certe caratteristiche, fanno pensare ad un autore successivo, che riassume il messaggio profetico di Geremia, seguendo così il suo influsso. Collegato per continuità, viene il libro di Baruc, suo fedele segretario, il quale scriverà pagine biografiche sull’amara sorte del suo maestro, inviato da Dio ad annunziare la fine ad un popolo che si cullava nelle illusioni nazionalistiche, che praticava una religiosità arida, che era governato da indegni sovrani. Particolarmente interessante è l’aspetto autobiografico dell’opera, il profeta vi rivela la sua anima, le sue incertezze, i suoi desideri, la sua adesione ad un’ingrata missione divina che gli costa sacrificio ed amarezza indicibili. Certi oracoli del profeta sono violenti, spesso rivelano la sua sofferenza e la contraddizione della sua missione che è di giudizio e di condanna, mentre egli vorrebbe che fosse di conversione e di salvezza. Viene perseguitato, incarcerato e malmenato, come traditore e disfattista, a motivo del suo messaggio profetico, che non aderiva ai progetti dei governanti, ma egli resta sempre fedele al suo dire. Forse appunto per questo la figura del profeta Geremia, è nella Bibbia quella che più si avvicina alla persona del Messia sofferente e perseguitato. Il libro di Geremia fu scritto in parte almeno due volte; è giunto fino a noi in una forma notevolmente diversa nell’antica versione greca, rispetto all’originale ebraico che si possiede; esso si può dividere in quattro grandi parti: oracoli contro il regno di Giuda e Gerusalemme, cap. 1-25; oracoli contro le nazioni pagane; oracoli di salvezza e un futuro di speranza; la via dolorosa del profeta; più un’appendice sul crollo di Gerusalemme. Il punto più alto del libro di Geremia è la profezia del cap. 31 v. 31-34, sulla nuova alleanza di salvezza, fondata sui valori interiori: “Ecco, verranno giorni - dice il Signore - nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda, io concluderò una alleanza nuova. Non come l’alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dal paese d’Egitto, una alleanza che essi hanno violato, benché io fossi loro Signore. Parola del Signore. Questa sarà l’alleanza che io concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato”. Questa sarà l’eredità spirituale più preziosa di Geremia e che sarà raccolta dal cristianesimo. In una delle ultime fasi dei tristi eventi che colpirono Israele, il profeta fu catturato dai suoi denigratori e portato in Egitto (dopo l’anno 586) dove morì; un’antica tradizione cristiana, afferma che Geremia sarebbe stato lapidato in Egitto dagli ebrei, esasperati dai suoi rimproveri. Nell’uso comune, il nome Geremia è indicativo di una persona piagnucolosa, che si lamenta in continuazione.


Alla Beatissima Madre

O Vergine tutta pura, Madre del Santo Amore che all'umiltà tutta la tua grandezza, io non trovo più giusto titolo per supplicarti di aiutarmi a vincere la mia superbia. O Beatissima Madre non chiedo altro che uno dei tuoi sguardi: guardami e poi, se poi ti accontenterai di vedermi così povera … allora anch'io mi accontenterò di rimanere tale.

Preghiera composta dalla B. Nemesia.



Le Croci


Le croci e le pene mantengono l'anima nell'umiltà, fanno ricorrere più spesso a Dio e fanno praticare le più belle virtù cristiane, per le quali l'anima diviene cara a Dio e degna sposa del divin Crocifisso.

S. Giovanni della Croce






Qual è la tua divinità? Sei tu, o sono Io? Allora, perché non pensi più a Me che a te? Dal tuo risveglio, chiedimi delle anime. Esigi da me dei peccatori. Tu mi farai tanto piacere..., tu non puoi sapere. Io son morto per loro. Io son morto senza essere stato ammalato, anzi, pieno di vita. Io son morto a furia d'esser stato colpito. Se tu non mi aiuti oggi. Io non potrò salvare quella data anima, e tu sai se le amo! Salvale come se tu salvassi Me…

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Articolo di A&M DM (Il Cenacolo 1/4/2026) La fede come ascolto e visione

Il titolo dell’articolo ci interroga su aspetti del nostro credere che talvolta vengono trascurati, illudendoci di avere la fede e riducendo la stessa ad una mera questione di credere in qualcosa e immaginare la presenza di Dio nella propria vita. Noi invece vogliamo testimoniare la nostra fede partendo da ciò che leggiamo in san Giovanni: « Quello ...



Messaggio di Medjugorje del 11/08/1989

Cari figli, vostra Madre vi invita per i prossimi tre giorni, in preparazione alla festa dell’Assunzione, a pregare di più e a decidervi, ognuno di voi, a rinunciare a qualcosa che vi è cara nella vita e a offrirla come sacrificio.

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Messaggio di Medjugorje del 25/04/2026

Cari figli, Prego per voi e vi esorto ad una vita nuova, vita nella gioia e nella preghiera. Figlioli, lo Spirito Santo vi colmi di gioia affinché siate come una fonte dacqua pura e potabile, affinché, figlioli, siate in Dio e con Dio missionari di carità e di pace. La vostra vita, qui sulla Terra, è breve e per questo sono con voi per guidarvi verso il Cielo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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