Coraggio, amico

Amico mio, deciditi e buttati,
mettiti insieme agli altri,
cammina con loro, senza paura.
Sulle strade accanto a te ci sono io.
Con il mio perdono.
Con al mia forza. Con la mia grazia.
Con la mia gioia.
Non ti tolgo dalle difficoltà.
Ti dò la forza per superarle
e la promessa di una vera vita.

Eccomi Signore, un nuovo giorno inizia ed io son qui che aspetto la tua Benedizione: sia su di me la tua grazia affinché io non tema nel cammino che debbo fare. Le mie mani siano operose e le mie labbra siano sempre pronte a ringraziarti: dammi Signore la forza per combattere la mia grande debolezza, quella di non essere mai troppo pronto a fare la tua volontà.

Signore che io non vacilli mai e se mai accadesse, Amami con un amore ancor più grande e cingimi del tuo abbraccio silenzioso.

Io mi ridesterò allora sicuro perché mai Tu permetterai che io mi senta abbandonato… portami dove vuoi ed io verrò con Te. Indicami Tu la via ed io la seguirò, ma entra su presto nel mio cuore perché è ora che io cominci il mio lavoro: sarà dolce e bello stare insieme, così non sarò mai solo. Fin dal mio risveglio ti ho cercato, Amato mio,
vieni presto a prendere il tuo posto in me, il mio cuore è tuo, mio Gesù.

SANTI del GIORNO

martedì 10 marzo 2026


Sant' Attala Abate di Bobbio
Santi Caio ed Alessandro Martiri ad Apamea
San Drottoveo Abate a Parigi
Beato Elia del Soccorso (Matteo Nieves)
Beato Giovanni Delle Celle Abate
San Giovanni Ogilvie Martire
Santa Maria Eugenia di Gesù (Anna Milleret de Brou) Fondatrice
San Simplicio Papa
San Vittore Martire in Africa


IL SANTO DEL GIORNO

San Macario di Gerusalemme

Vescovo

Vescovo di Gerusalemme dal 313 al 334 Il suo nome, Macario, significa “felice”, “beato”. Ma ci sono ignote la sua famiglia, il luogo di origine e buona parte della sua vita. Lo conosciamo soltanto come vescovo di Gerusalemme, la città che è santa per gli Ebrei come luogo dell’unico Tempio innalzato all’unico Dio, e per i cristiani, come luogo della crocifissione e della risurrezione di Gesù Cristo. Ma, all’epoca di Macario, Gerusalemme non c’è più. Già nell’anno 70, dopo aver schiacciato un’insurrezione antiromana, il futuro imperatore Tito aveva distrutto il Tempio. Nel 135, poi, dopo un’altra rivolta al tempo dell’imperatore Adriano, la città stessa è stata rasa al suolo, perdendo anche il nome: sulle sue rovine è sorta infatti una colonia romana chiamata Aelia Capitolina, col suo Campidoglio costruito sul luogo della sepoltura di Gesù. Macario vive come vescovo un momento importantissimo. Dopo l’ultima persecuzione anticristiana, ordinata e poi disdetta dall’imperatore Galerio (anni 305-311), i suoi successori, Costantino e Licinio, danno ai cristiani piena libertà di praticare la loro fede, di celebrare il culto, di costruire chiese. È la “pace costantiniana” estesa a tutto l’Impero, e dunque anche a Gerusalemme, dove Macario si mette al lavoro; ottiene dal sovrano il consenso per abbattere il Campidoglio, e così fa tornare alla luce l’area del Calvario e del Sepolcro. Su di essa sorgerà più tardi la basilica grandiosa della Risurrezione. Qui verrà in pellegrinaggio anche Elena, la vecchia madre di Costantino, prima di una serie infinita di pellegrini. Negli stessi anni c’è nel mondo cristiano un’aspra divisione, provocata dalla dottrina del prete libico Ario, sulla natura di Gesù Cristo. Macario, da Gerusalemme, si oppone subito alla dottrina ariana, e interviene poi nel maggio del 325 al Concilio celebrato a Nicea (presso Costantinopoli), dove viene confermata la dottrina tradizionale. Si ritiene anzi che il vescovo Macario sia stato uno degli autori del “Simbolo niceno”, ossia del Credo che ancora oggi pronunciamo nella Messa, professando la fede "in un solo Dio, Pare Onnipotente" e "in un solo Signore, Gesù Cristo... Dio vero da Dio vero".


Alla Beatissima Madre

O Vergine tutta pura, Madre del Santo Amore che all'umiltà tutta la tua grandezza, io non trovo più giusto titolo per supplicarti di aiutarmi a vincere la mia superbia. O Beatissima Madre non chiedo altro che uno dei tuoi sguardi: guardami e poi, se poi ti accontenterai di vedermi così povera … allora anch'io mi accontenterò di rimanere tale.

Preghiera composta dalla B. Nemesia.



Le Croci


Le croci e le pene mantengono l'anima nell'umiltà, fanno ricorrere più spesso a Dio e fanno praticare le più belle virtù cristiane, per le quali l'anima diviene cara a Dio e degna sposa del divin Crocifisso.

S. Giovanni della Croce






Perché mi parli come se Io fossi molto lontano? Io sono vicinissimo... nel tuo cuore. Non stancarti di Me. Io non mi stanco di te. Quando Io non ti parlo, è perché quello è il momento in cui devi agire. Parla agli altri come pensi che Io parlerei a te. Io ti aiuterò

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Articolo di A&M DM (Il Cenacolo 1/2/2026) Colui che crede, nell’accettare il dono della fede, è trasformato in una creatura nuova.

Il titolo di questo articolo risulta essere sorprendente. Come si può credere che il solo accettare il dono della fede può trasformare la vita di una persona? Anzi c’è di più: avviene una nuova creazione, come affermato da Gesù nel colloquio con Nicodemo (Gv 3:3-7). Nel nuovo testamento leggiamo: “Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le ...



Messaggio di Medjugorje del 25/02/2018

Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito tutti ad aprirvi e a vivere i comandamenti che Dio vi ha dato affinché, attraverso i sacramenti, vi guidino sulla via della conversione. Il mondo e le tentazioni del mondo vi provano; voi, figlioli, guardate le creature di Dio che nella bellezza e nell'umiltà Lui vi ha dato, ed amate Dio, figlioli, sopra ogni cosa e Lui vi guiderà sulla via della salvezza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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Messaggio di Medjugorje del 25/02/2026

Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito di nuovo ad offrire le vostre vite a Dio affinché Lui vi guidi verso la risurrezione tramite la vostra conversione personale. Figlioli, Dio vi è vicino ed esaudisce le vostre preghiere ma voi siete addormentati ed è per questo che mi ha inviato a voi per svegliarvi e perché brilliate di santità come il fiore di primavera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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