Coraggio, amico

Amico mio, deciditi e buttati,
mettiti insieme agli altri,
cammina con loro, senza paura.
Sulle strade accanto a te ci sono io.
Con il mio perdono.
Con al mia forza. Con la mia grazia.
Con la mia gioia.
Non ti tolgo dalle difficoltà.
Ti dò la forza per superarle
e la promessa di una vera vita.

Eccomi Signore, un nuovo giorno inizia ed io son qui che aspetto la tua Benedizione: sia su di me la tua grazia affinché io non tema nel cammino che debbo fare. Le mie mani siano operose e le mie labbra siano sempre pronte a ringraziarti: dammi Signore la forza per combattere la mia grande debolezza, quella di non essere mai troppo pronto a fare la tua volontà.

Signore che io non vacilli mai e se mai accadesse, Amami con un amore ancor più grande e cingimi del tuo abbraccio silenzioso.

Io mi ridesterò allora sicuro perché mai Tu permetterai che io mi senta abbandonato… portami dove vuoi ed io verrò con Te. Indicami Tu la via ed io la seguirò, ma entra su presto nel mio cuore perché è ora che io cominci il mio lavoro: sarà dolce e bello stare insieme, così non sarò mai solo. Fin dal mio risveglio ti ho cercato, Amato mio,
vieni presto a prendere il tuo posto in me, il mio cuore è tuo, mio Gesù.

SANTI del GIORNO

martedì 12 maggio 2026


Sant' Achilleo Martire
San Cirillo Martire in Mesia
San Crispolto (Crispolito) e compagni Martiri di Bettona
San Domenico della Calzada Eremita
Sant' Efrem di Gerusalemme Vescovo
Sant' Epifanio di Costanza di Cipro Vescovo
San Filippo Diacono
San Filippo di Agira Sacerdote, esorcista
Beato Francesco di Siena Servita
Beata Giovanna di Portogallo Domenicana
Beata Imelda Lambertini Vergine
San Modoaldo Vescovo
San Nereo Martire
San Pancrazio Martire
Santa Rictrude Sposa, badessa


IL SANTO DEL GIORNO

San Germano

Patriarca di Costantinopoli

San Germano era figlio di un senatore di Costantinopoli e venne educato come chierico. Ricevuta l’ordinazione presbiterale, divenne in seguito decano del clero della celebre basilica di Santa Sofia. La sua vita giunse a sfiorare il secolo, ma ben poco sappiamo della sua vita prima del compimento dei sessant’anni. Fu uno dei promotori del sinodo “Trullano” nel 692, in cui si consolidarono le decisioni dei precedenti concili con l’aggiunta di alcuni decreti disciplinari. Subito dopo Germano fu eletto alla sede arcivescovile di Cizico, odierna città turca di Kapidagi, sul Mar di Marmara. Talune fonti sostengono che al sinodo del 712, sotto pressione da parte dell’imperatore, avrebbe firmato un documento che tentava di riabilitare l’eresia monotelita: se davvero ciò accadde, ritrattò comunque ben presto per tornare in seno all’ortodossia. Nel 715 infatti, in seguito alla sua nomina a patriarca di Costantinopoli, convocò immediatamente un sinodo che proclamò la fede cattolica, rigettando fermamente l’insegnamento monotelita. Anche così, però, non riuscì purtroppo a liberarsi dalle interferenze degli imperatori bizantini in materia dottrinale. Nel 725 l’imperatore Leone III Isaurico emise il primo editto iconoclasta, cioè volto a vietare la venerazione delle immagini e delle icone, dunque anche alla loro distruzione. Ciò contribuì ad alimentare profonde controversie nelle Chiese orientali, che si protrassero per ben un secolo. Germano, nei cinque mesi successivi, fu il principale oppositore dell’iconoclastia imperiale e chiese a tal scopo il sostegno del papa di Roma. Nel 730 fu infine costretto dall’imperatore a dimettersi ed a ritirarsi a Platanion per il resto dei suoi giorni. Scrittore di grande valore, molte delle sue opere furono oggetto di distruzione per ordine imperiale. Quelle conservate includono quattro lettere dogmatiche, dedicate principalmente alla questione del culto delle icone, e sette omelie a carattere mariano, ove è ripetutamente sottolineata la sua mediazione generale nella concessione dei doni soprannaturali e la sua purezza personale in una forma che pare quasi prefigurare la dottrina cattolica dell’Immacolata Concezione. La posizione ortodossa di Germano verso la venerazione delle icone fu sottolineata dal papa Gregorio II, apprezzando la sua difesa dell’insegnamento ortodosso: “Le icone sono la storia per immagini e tendono all’unica gloria del Padre celeste. Quando mostriamo venerazione alle rappresentazioni di Gesù Cristo non adoriamo i colori posti sul legno: noi veneriamo il Dio invisibile che è nel seno del Padre, lo adoriamo in Spirito e verità”. Un’altra sua opera a noi pervenuta è invece di carattere storico e tratta delle eresie e dei sinodi. A lui appartiene probabilmente anche un’interpretazione della liturgia bizantina, per la quale compose anche alcuni pregevoli inni. Tra le sue opere andate perse, invece, compariva una difesa di San Gregorio di Nissa. Il Martyrologium Romanum commemora San Germano, patriarca di Costantinopoli, al 12 maggio.


Alla Beatissima Madre

O Vergine tutta pura, Madre del Santo Amore che all'umiltà tutta la tua grandezza, io non trovo più giusto titolo per supplicarti di aiutarmi a vincere la mia superbia. O Beatissima Madre non chiedo altro che uno dei tuoi sguardi: guardami e poi, se poi ti accontenterai di vedermi così povera … allora anch'io mi accontenterò di rimanere tale.

Preghiera composta dalla B. Nemesia.



Le Croci


Le croci e le pene mantengono l'anima nell'umiltà, fanno ricorrere più spesso a Dio e fanno praticare le più belle virtù cristiane, per le quali l'anima diviene cara a Dio e degna sposa del divin Crocifisso.

S. Giovanni della Croce






Ti ricordi la pagina del Vangelo? Bastava toccare il lembo della mia veste per essere guariti. E tu... tu Mi mangi. Mi possiedi intero. Quale forza dunque in te, che ti può guarire, cambiare, convertire a un tratto?... Credi questo, lo credi per davvero?

290

Articolo di A&M DM (Il Cenacolo 1/4/2026) La fede come ascolto e visione

Il titolo dell’articolo ci interroga su aspetti del nostro credere che talvolta vengono trascurati, illudendoci di avere la fede e riducendo la stessa ad una mera questione di credere in qualcosa e immaginare la presenza di Dio nella propria vita. Noi invece vogliamo testimoniare la nostra fede partendo da ciò che leggiamo in san Giovanni: « Quello ...



Messaggio di Medjugorje del 21/02/1983

Voi non siete veri cristiani se non rispettate i vostri fratelli che appartengono alle altre religioni.

92

Messaggio di Medjugorje del 25/04/2026

Cari figli, Prego per voi e vi esorto ad una vita nuova, vita nella gioia e nella preghiera. Figlioli, lo Spirito Santo vi colmi di gioia affinché siate come una fonte dacqua pura e potabile, affinché, figlioli, siate in Dio e con Dio missionari di carità e di pace. La vostra vita, qui sulla Terra, è breve e per questo sono con voi per guidarvi verso il Cielo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

1305