Coraggio, amico

Amico mio, deciditi e buttati,
mettiti insieme agli altri,
cammina con loro, senza paura.
Sulle strade accanto a te ci sono io.
Con il mio perdono.
Con al mia forza. Con la mia grazia.
Con la mia gioia.
Non ti tolgo dalle difficoltà.
Ti dò la forza per superarle
e la promessa di una vera vita.

Eccomi Signore, un nuovo giorno inizia ed io son qui che aspetto la tua Benedizione: sia su di me la tua grazia affinché io non tema nel cammino che debbo fare. Le mie mani siano operose e le mie labbra siano sempre pronte a ringraziarti: dammi Signore la forza per combattere la mia grande debolezza, quella di non essere mai troppo pronto a fare la tua volontà.

Signore che io non vacilli mai e se mai accadesse, Amami con un amore ancor più grande e cingimi del tuo abbraccio silenzioso.

Io mi ridesterò allora sicuro perché mai Tu permetterai che io mi senta abbandonato… portami dove vuoi ed io verrò con Te. Indicami Tu la via ed io la seguirò, ma entra su presto nel mio cuore perché è ora che io cominci il mio lavoro: sarà dolce e bello stare insieme, così non sarò mai solo. Fin dal mio risveglio ti ho cercato, Amato mio,
vieni presto a prendere il tuo posto in me, il mio cuore è tuo, mio Gesù.

SANTI del GIORNO

domenica 17 maggio 2026


Sant' Adrione Martire
Beata Antonia Mesina Martire della purezza
Sant' Emiliano I di Vercelli Vescovo
Santi Eraclio e Paolo Martiri
Beato Giovanni (Ivan) Ziatyk Sacerdote e martire
Beata Giulia Salzano Fondatrice
San Pasquale Baylon Religioso francescano
San Pietro Liu Wenyuan Martire
Santa Restituta Madre di S. Eusebio di Vercelli
Santa Restituta di Teniza Martire
San Vittore Martire


IL SANTO DEL GIORNO

Sant' Emiliano I di Vercelli

Vescovo

Emiliano, undicesimo vescovo della grande diocesi vercellese, nacque intorno alla metà del V secolo. Alcune fonti, erroneamente, lo dicono di origine spagnola, ma probabilmente era piemontese. Operò in tempi difficili, come degno successore di S. Eusebio (morto nel 371). Caduto l’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.), le popolazioni barbariche occuparono il territorio italiano. Teodorico, Re degli Ostrogoti, sconfitti Odoacre (493 d.C.) e i Burgundi, con la presa di Ravenna, conquistò l’Italia. Le popolazioni occupate erano continuamente provate dalle devastazioni delle guerre. Vercelli, importante municipio romano, era quasi abbandonata e spopolata. L’autorità più importante, anche sotto il profilo civile, era il vescovo. Teodorico cercò di instaurare una pacifica convivenza con la riduzione dei tributi e la liberazione di molti schiavi. Sebbene fosse ariano, si prodigò per migliorare i rapporti tra la chiesa di Roma e quella di Costantinopoli. Qualche decennio prima, nel Concilio di Calcedonia (451), non senza fatica si era riconosciuta la duplice natura, umana e divina di Cristo. Tali erano anche gli insegnamenti di S. Eusebio e di S. Massimo di Torino, pienamente condivisi da S. Emiliano. Il nostro santo era dell’importante cenobio eusebiano che, come scrisse S. Ambrogio, radunava intorno al vescovo sia religiosi contemplativi che aspiranti al sacerdozio. Secondo un’improbabile tradizione, Emiliano fu eremita per quarant’anni nei pressi di Sostegno, dove poi sorse un monastero di chierici regolari. Ancora oggi vi è un antichissimo santuario a lui dedicato. Fu eletto vescovo tra il 493 e il 497, mantenendo una certa attitudine alla contemplazione. Autentico pastore, si preoccupò sia delle anime (pensiamolo sovente radunato con la sua comunità intorno al sepolcro di S. Eusebio), che delle condizioni di vita dei suoi fedeli. A tale scopo chiese a Teodorico di costruire un ponte e la riduzione delle tasse. Emiliano difese con forza la centralità del potere papale. Andò a Roma per un concilio indetto da S. Simmaco (inizio secolo VI), la cui nomina e i primi anni di pontificato furono segnati da violenti lotte per annullare la sua elezione. Papa Simmaco sfuggì pure ad un attentato. La pace tornò nel 505, grazie anche all’intervento di Teodorico, con l’adozione delle prime regole per evitare le interferenze esterne nelle elezioni papali. Emiliano fu un eccellente direttore spirituale. Diede il velo e fu confessore delle quattro sorelle Licinia, Leonzia, Ampelia e Flavia che vivevano nel protomonastero fondato da Eusebia, sorella di S. Eusebio. Morì l’11 settembre, intorno al 506, e fu sepolto in duomo. Il corpo cadde successivamente in oblio, sebbene rimanesse vivo il culto e si innalzassero in suo onore altari. Il 17 maggio 1181 il Vescovo Alberto lo trasferì presso l’altare maggiore. Riscoperto nel 1565, sette anni dopo fu deposto nella cappella della Vergine dello Schiaffo, che gli fu poi dedicata. E’ titolare di due parrocchie, Cigliano e Villanova Monferrato. Non è da confondere con Emiliano II, suo successore due secoli dopo, che fu suo grande devoto.


Alla Beatissima Madre

O Vergine tutta pura, Madre del Santo Amore che all'umiltà tutta la tua grandezza, io non trovo più giusto titolo per supplicarti di aiutarmi a vincere la mia superbia. O Beatissima Madre non chiedo altro che uno dei tuoi sguardi: guardami e poi, se poi ti accontenterai di vedermi così povera … allora anch'io mi accontenterò di rimanere tale.

Preghiera composta dalla B. Nemesia.



Le Croci


Le croci e le pene mantengono l'anima nell'umiltà, fanno ricorrere più spesso a Dio e fanno praticare le più belle virtù cristiane, per le quali l'anima diviene cara a Dio e degna sposa del divin Crocifisso.

S. Giovanni della Croce






Ricordi il consiglio del Profeta "Lavatevi nel fiume". E il re lebbroso, trovando il consiglio troppo facile, non voleva entrare. Ma il servo gli disse: "Se vi fosse chiesta una cosa difficile, sarebbe comprensibile il vostro rifiuto, ma è tanto semplice quello che vi si chiede che potreste ben provare". A voi, chiedo le azioni più ordinarie: mangiare, bere, dormire, lavorare, tutta la vostra giornata unita alla mia giornata di un tempo, le vostre azioni bagnate nel mio Sangue, rivestite dei miei meriti. Non è difficile. Tutto questo serve a guarire la vostra miseria e vi avvolge in un ricco manto.

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Articolo di A&M DM (Il Cenacolo 1/4/2026) La fede come ascolto e visione

Il titolo dell’articolo ci interroga su aspetti del nostro credere che talvolta vengono trascurati, illudendoci di avere la fede e riducendo la stessa ad una mera questione di credere in qualcosa e immaginare la presenza di Dio nella propria vita. Noi invece vogliamo testimoniare la nostra fede partendo da ciò che leggiamo in san Giovanni: « Quello ...



Messaggio di Medjugorje del 06/09/1984

Cari figli, senza preghiera non c'è pace. Perciò vi raccomando, cari figli, di pregare per la pace davanti alla Croce. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

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Messaggio di Medjugorje del 25/04/2026

Cari figli, Prego per voi e vi esorto ad una vita nuova, vita nella gioia e nella preghiera. Figlioli, lo Spirito Santo vi colmi di gioia affinché siate come una fonte dacqua pura e potabile, affinché, figlioli, siate in Dio e con Dio missionari di carità e di pace. La vostra vita, qui sulla Terra, è breve e per questo sono con voi per guidarvi verso il Cielo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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