SANTI del GIORNO
lunedì 25 maggio 2026
IL SANTO DEL GIORNO
San Dionigi di Milano
Vescovo
Il cardinale Dionigi Tettamanzi, centoquarantaduesimo successore di Sant’Anatalone sulla cattedra episcopale milanese, non è in il primo vescovo della città a portare tale nome. Vi fu già un altro Dionigi nel IV secolo, annoverato fra i ben 40 vescovi di Milano ad essere stati elevati agli onori degli altari come santi o beati. Fu eletto nel 349 circa nono vescovo della città, succedendo ad Eustorgio I. Le informazioni relative a San Dionigi, alla sua vita ed alle sue opere sono alquanto scarse. Tra i pochi avvenimenti noti del suo episcopato figura la sua partecipazione nel 355 ad un concilio tenutosi nel palazzo dell’imperatore ariano Costanzo, che era stato convocato al fine di condannare Sant’Atanasio. Quasi all’unanimità i vescovi presenti, spinti da una forte paura, firmarono il decreto, ma Dionigi di Milano, Eusebio di Vercelli e Lucifero di Cagliari si rifiutarono e vennero dunque esiliati in Oriente. San Dionigi fu destinato in Cappadocia e la sede episcopale milanese fu rimpiazzata da Assenzio, definito pertanto “vescovo usurpatore”. Purtroppo nel 360 circa Dionigi morì ancora esiliato, poco prima che l’imperatore Giuliano ne autorizzasse il rientro in patria. I suoi resti mortali furono poi inviati da San Basilio Magno al nuovo vescovo di Milano, Sant’Ambrogio, spiegandogli in una lettera ancora oggi conservata come autenticarne le reliquie. Ben tre parrocchie nel territorio dell’arcidiocesi milanese sono ancora a lui dedicata, rispettivamente a Milano, a Premana (prov. Lc) e a Carcano, frazione di Albavilla (prov. Co).
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Alla Beatissima Madre O Vergine tutta pura, Madre del Santo Amore che all'umiltà tutta la tua grandezza, io non trovo più giusto titolo per supplicarti di aiutarmi a vincere la mia superbia. O Beatissima Madre non chiedo altro che uno dei tuoi sguardi: guardami e poi, se poi ti accontenterai di vedermi così povera … allora anch'io mi accontenterò di rimanere tale. Preghiera composta dalla B. Nemesia. |
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Le Croci Le croci e le pene mantengono l'anima nell'umiltà, fanno ricorrere più spesso a Dio e fanno praticare le più belle virtù cristiane, per le quali l'anima diviene cara a Dio e degna sposa del divin Crocifisso. S. Giovanni della Croce |
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Articolo di A&M DM (Il Cenacolo 1/4/2026) La fede come ascolto e visione
Il titolo dell’articolo ci interroga su aspetti del nostro credere che talvolta vengono trascurati, illudendoci di avere la fede e riducendo la stessa ad una mera questione di credere in qualcosa e immaginare la presenza di Dio nella propria vita. Noi invece vogliamo testimoniare la nostra fede partendo da ciò che leggiamo in san Giovanni: « Quello ...
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