Coraggio, amico

Amico mio, deciditi e buttati,
mettiti insieme agli altri,
cammina con loro, senza paura.
Sulle strade accanto a te ci sono io.
Con il mio perdono.
Con al mia forza. Con la mia grazia.
Con la mia gioia.
Non ti tolgo dalle difficoltà.
Ti dò la forza per superarle
e la promessa di una vera vita.

Eccomi Signore, un nuovo giorno inizia ed io son qui che aspetto la tua Benedizione: sia su di me la tua grazia affinché io non tema nel cammino che debbo fare. Le mie mani siano operose e le mie labbra siano sempre pronte a ringraziarti: dammi Signore la forza per combattere la mia grande debolezza, quella di non essere mai troppo pronto a fare la tua volontà.

Signore che io non vacilli mai e se mai accadesse, Amami con un amore ancor più grande e cingimi del tuo abbraccio silenzioso.

Io mi ridesterò allora sicuro perché mai Tu permetterai che io mi senta abbandonato… portami dove vuoi ed io verrò con Te. Indicami Tu la via ed io la seguirò, ma entra su presto nel mio cuore perché è ora che io cominci il mio lavoro: sarà dolce e bello stare insieme, così non sarò mai solo. Fin dal mio risveglio ti ho cercato, Amato mio,
vieni presto a prendere il tuo posto in me, il mio cuore è tuo, mio Gesù.

SANTI del GIORNO

giovedì 23 aprile 2026


San Giorgio Martire di Lydda
Santi 48 Martiri Mercedari Francesi
Sant' Adalberto di Praga Vescovo e martire
Beato Egidio d’Assisi
Beata Elena Valentini da Udine Religiosa
Sant' Etelredo Re dei Sassoni Occidentali, martire
Sant' Eulogio di Edessa Vescovo
San Gerardo di Orchimont Abate di Florennes
Beata Maria Gabriella Sagheddu
San Marolo di Milano Vescovo
Beata Teresa Maria della Croce (Teresa Manetti)


IL SANTO DEL GIORNO

San Giorgio di Suelli

Vescovo

Il fatto che sia morto il 23 aprile del 1117, ha creato a volte qualche confusione, visto l’identico giorno di celebrazione del grande martire della Palestina, s. Giorgio. Secondo la sua antica biografia, unica fonte attendibile, Giorgio nacque nell’XI secolo a Cagliari, i suoi genitori Lucifero e Vivenzia erano servi della gleba di una certa Greca, ma virtuosi e timorati di Dio. Già da bambino si dimostrò penitente e pieno di virtù; studiò latino e greco, che a quell’epoca era di grande importanza e considerazione e a soli 22 anni fu nominato vescovo di Suelli (Cagliari). Fu per la diocesi un vero pastore, amante dei poveri che aiutava e dei quali possedeva una lista; dedito alla preghiera e ai digiuni. Il Signore lo gratificò del dono dei miracoli a volte richiamanti la semplicità francescana; non è chiaro quanto tempo governò la diocesi, ma come già detto morì il 23 aprile 1117 e sepolto nella sua cattedrale. Su questa data comunque esistono delle discordanze con la già citata biografia, infatti alcuni scrittori sardi dicono che s. Giorgio fu vescovo di Suelli prima del vescovo Giovanni morto nel 1117 e ponendo così la data della morte di s. Giorgio al 1050. La sede vescovile di Suelli (Sardegna sud-orientale) compare nei documenti per la prima volta all’inizio del secolo XI; prima che la diocesi fosse incorporata a quella di Cagliari all’inizio del XV secolo, il culto per s. Giorgio era già diffuso almeno dall’inizio del secolo XIII. Lo confermano l’Ufficio in suo onore, le chiese a lui dedicate a Suelli, Lotzorai, Urzulei, Perfugas, Ossi, Anela, Bitti e le cappelle a Tortolì e Girasole. A Cagliari nel 1601 il vescovo Lasso Sedeno, trasformò in chiesa una casa nel quartiere di Stampace, ritenuta la casa natale del santo vescovo, stabilendo anche la festa annuale al 23 aprile; ma un canonico fece delle opposizioni, ritenendo non vera l’esistenza di s. Giorgio vescovo, affermando invece di trattarsi dello stesso s. Giorgio martire. Per chiarire la situazione, il successore del vescovo, mons. Desquivel fece effettuare delle ricerche storiche, i cui risultati furono inviati a Roma alla Sacra Congregazione dei Riti; nel 1609 papa Paolo V confermò definitivamente il culto di s. Giorgio vescovo di Suelli. La sua mitria è conservata nella cattedrale di Cagliari ed è invocato contro le carestie.


Alla Beatissima Madre

O Vergine tutta pura, Madre del Santo Amore che all'umiltà tutta la tua grandezza, io non trovo più giusto titolo per supplicarti di aiutarmi a vincere la mia superbia. O Beatissima Madre non chiedo altro che uno dei tuoi sguardi: guardami e poi, se poi ti accontenterai di vedermi così povera … allora anch'io mi accontenterò di rimanere tale.

Preghiera composta dalla B. Nemesia.



Le Croci


Le croci e le pene mantengono l'anima nell'umiltà, fanno ricorrere più spesso a Dio e fanno praticare le più belle virtù cristiane, per le quali l'anima diviene cara a Dio e degna sposa del divin Crocifisso.

S. Giovanni della Croce






Quando sei debole, dà a Me la tua debolezza. La prendo nella mia forza per unirla a tutte le mie fatiche della terra. — Anche prima della mia Passione, avevo sofferto nelle mie corse, nei miei lavori, molte depressioni fisiche, talvolta morali fra tante incomprensioni umane. Allora, indebolita, depressa, avvicinati a Me, come avessi scelto tu d’essere così debilitata per raggiungermi meglio. Saremo come due ammalati nella medesima camera chiusa, che lodano il Padre, aspirano alla sua venuta, ascoltano giocondamente se sta per suonare presto la campana della partenza.

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Articolo di A&M DM (Il Cenacolo 1/4/2026) La fede come ascolto e visione

Il titolo dell’articolo ci interroga su aspetti del nostro credere che talvolta vengono trascurati, illudendoci di avere la fede e riducendo la stessa ad una mera questione di credere in qualcosa e immaginare la presenza di Dio nella propria vita. Noi invece vogliamo testimoniare la nostra fede partendo da ciò che leggiamo in san Giovanni: « Quello ...



Messaggio di Medjugorje del 19/07/1984

Cari figli, in questi giorni avete notato quanto sia attivo satana. Sono sempre con voi; e non abbiate timore delle prove poiché Dio veglia sempre su di voi. E io mi sono donata a voi, e vi sono vicina anche nella più piccola prova. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

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Messaggio di Medjugorje del 25/03/2026

Cari figli! Il veleno dell'egoismo e dell'odio regna nei cuori umani ed è per questo che non avete la pace. Vi invito, figlioli: siate amore e le mie mani tese verso tutti coloro che incontrate. Nell'umiltà pregate per la pace e impegnatevi per la riconciliazione fra gli uomini, affinché ogni uomo stia bene sulla terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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