SANTI del GIORNO
mercoledì 17 giugno 2026
IL SANTO DEL GIORNO
Sant' Ipazio Egumeno
Abate
E’ noto soprattutto per la ‘Vita’ scritta dal suo discepolo Callinico. Nato forse in Frigia, egli era figlio di un letterato che voleva ispirargli la passione della retorica, mentre la sua vocazione era quella di farsi monaco. Fuggito, si rifugiò in Tracia occupandosi come pastore, poi andò a raggiungere un ex soldato divenuto un’asceta, chiamato Giona e con lui fondarono un monastero raccogliendo un buon numero di confratelli, il convento venne assalito durante un’incursione degli Unni. Si spostò, insieme a Giona a Costantinopoli per chiedere aiuto contro queste incursioni a favore anche delle popolazioni che le subivano, qui ritrovò suo padre col quale si riconciliò. Verso il 400, attraversò il Bosforo e si sistemò nel monastero dei Rufiniani, chiamato così perché fondato dal pretorio Rufino qualche anno prima, presso la chiesa dei ss. Apostoli. Ipazio ebbe molte difficoltà con questa nuova destinazione sia per la condizioni dell’edificio andato in rovina, sia per le cattive disposizioni di alcuni suoi discepoli. Ospitò nel 403 i tre monaci egiziani perseguitati dal patriarca Teofilo detti “Fratelli lunghi”. Fu visitato varie volte dalle tre sorelle dell’imperatore Teodosio II, le quali venivano a chiedere la sua benedizione, lo stesso imperatore lo visitò due volte. Molto venerato dai contadini del circondario che gli attribuivano svariati miracoli. Combatté il nestorianesimo e si oppose alla restaurazione dei giochi olimpici da lui ritenuti una sopravvivenza del paganesimo. Morì a 80 anni nel 446, i Menologi dicono il 17 giugno.
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Alla Beatissima Madre O Vergine tutta pura, Madre del Santo Amore che all'umiltà tutta la tua grandezza, io non trovo più giusto titolo per supplicarti di aiutarmi a vincere la mia superbia. O Beatissima Madre non chiedo altro che uno dei tuoi sguardi: guardami e poi, se poi ti accontenterai di vedermi così povera … allora anch'io mi accontenterò di rimanere tale. Preghiera composta dalla B. Nemesia. |
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Le Croci Le croci e le pene mantengono l'anima nell'umiltà, fanno ricorrere più spesso a Dio e fanno praticare le più belle virtù cristiane, per le quali l'anima diviene cara a Dio e degna sposa del divin Crocifisso. S. Giovanni della Croce |
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Articolo di A&M DM (Il Cenacolo 1/6/2026) Una tradizione ininterrotta, dagli apostoli in qua
Gli apostoli che hanno vissuto con Gesù per circa tre anni, durante la sua vita pubblica, sono coloro ai quali il Signore ha comandato di trasmettere la fede a tutti i popoli: “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ...
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