Coraggio, amico

Amico mio, deciditi e buttati,
mettiti insieme agli altri,
cammina con loro, senza paura.
Sulle strade accanto a te ci sono io.
Con il mio perdono.
Con al mia forza. Con la mia grazia.
Con la mia gioia.
Non ti tolgo dalle difficoltà.
Ti dò la forza per superarle
e la promessa di una vera vita.

Eccomi Signore, un nuovo giorno inizia ed io son qui che aspetto la tua Benedizione: sia su di me la tua grazia affinché io non tema nel cammino che debbo fare. Le mie mani siano operose e le mie labbra siano sempre pronte a ringraziarti: dammi Signore la forza per combattere la mia grande debolezza, quella di non essere mai troppo pronto a fare la tua volontà.

Signore che io non vacilli mai e se mai accadesse, Amami con un amore ancor più grande e cingimi del tuo abbraccio silenzioso.

Io mi ridesterò allora sicuro perché mai Tu permetterai che io mi senta abbandonato… portami dove vuoi ed io verrò con Te. Indicami Tu la via ed io la seguirò, ma entra su presto nel mio cuore perché è ora che io cominci il mio lavoro: sarà dolce e bello stare insieme, così non sarò mai solo. Fin dal mio risveglio ti ho cercato, Amato mio,
vieni presto a prendere il tuo posto in me, il mio cuore è tuo, mio Gesù.

martedì 16 giugno 2026

XI Settimana tempo ordinario - anno A III Sett. del Salterio

Prima Lettura (1Re 21,17-29)

Dal primo libro dei Re


Hai fatto peccare Israele

   Dopo che Nabot fu lapidato, la parola del Signore fu rivolta a Elìa il Tisbìta: «Su, scendi incontro ad Acab, re d'Israele, che abita a Samarìa; ecco, è nella vigna di Nabot, ove è sceso a prenderne possesso. Poi parlerai a lui dicendo: "Così dice il Signore: Hai assassinato e ora usurpi!". Gli dirai anche: "Così dice il Signore: Nel luogo ove lambirono il sangue di Nabot, i cani lambiranno anche il tuo sangue"». Acab disse a Elìa: «Mi hai dunque trovato, o mio nemico?». Quello soggiunse: «Ti ho trovato, perché ti sei venduto per fare ciò che è male agli occhi del Signore. Ecco, io farò venire su di te una sciagura e ti spazzerò via. Sterminerò ad Acab ogni maschio, schiavo o libero in Israele. Renderò la tua casa come la casa di Geroboàmo, figlio di Nebat, e come la casa di Baasà, figlio di Achìa, perché tu mi hai irritato e hai fatto peccare Israele. Anche riguardo a Gezabèle parla il Signore, dicendo: "I cani divoreranno Gezabèle nel campo di Izreèl". Quanti della famiglia di Acab moriranno in città, li divoreranno i cani; quanti moriranno in campagna, li divoreranno gli uccelli del cielo». In realtà nessuno si è mai venduto per fare il male agli occhi del Signore come Acab, perché sua moglie Gezabèle l'aveva istigato. Commise molti abomìni, seguendo gli idoli, come avevano fatto gli Amorrèi, che il Signore aveva scacciato davanti agli Israeliti. Quando sentì tali parole, Acab si stracciò le vesti, indossò un sacco sul suo corpo e digiunò; si coricava con il sacco e camminava a testa bassa. La parola del Signore fu rivolta a Elìa, il Tisbìta: «Hai visto come Acab si è umiliato davanti a me? Poiché si è umiliato davanti a me, non farò venire la sciagura durante la sua vita; farò venire la sciagura sulla sua casa durante la vita di suo figlio».




Alla Beatissima Madre

O Vergine tutta pura, Madre del Santo Amore che all'umiltà tutta la tua grandezza, io non trovo più giusto titolo per supplicarti di aiutarmi a vincere la mia superbia. O Beatissima Madre non chiedo altro che uno dei tuoi sguardi: guardami e poi, se poi ti accontenterai di vedermi così povera … allora anch'io mi accontenterò di rimanere tale.

Preghiera composta dalla B. Nemesia.



Le Croci


Le croci e le pene mantengono l'anima nell'umiltà, fanno ricorrere più spesso a Dio e fanno praticare le più belle virtù cristiane, per le quali l'anima diviene cara a Dio e degna sposa del divin Crocifisso.

S. Giovanni della Croce






Sii l’esploratrice degli infiniti bisogni del mio Cuore per meglio cercare di soddisfarli. Troverai che aspetto le tue richieste, molteplici, umili, ma potenti; contrite, ma piene di certezze. Sii il commesso di merci, che sarà di guardia finche siano riempite le sue braccia. I miei Angeli porteranno a domicilio. Ma bisogna che tu abbia ottenuto. E i peccatori? Ti aspetto per attirarli e ritirarli. E le missioni? I pagani della tua patria e d’altrove? E i miei sacerdoti da aiutare, da conservare nella mia rassomiglianza? E i miei vescovi? Perché abbiano in loro lo sguardo della paternità. E perché ogni anima della tua epoca si preoccupi d’entrare in qualunque momento nella mia intimità. Non l’ho meritato? Non ho sofferto ancora più atrocemente di tutto quanto s’è potuto descrivere? Se poteste sapere... Sappiate soltanto che una parola d’amore Mi paga, che avvicinare le vostre vite alla mia vita, quella del Cielo, quella eucaristica. Mi trascina a portarvi tra le mie braccia, a coprirvi dei miei meriti. Ogni anima ha il suo modo di domandare: il tuo sia caldo e lungo, lieto come tu fossi già esaudita, affettuoso come sicura d’essere amata, grazioso, perché ripiena dei miei doni, generoso, penitente, audace, perché domandi nel mio nome... Ed Io ti ascolterò con tanta gioia che tu non potrai non sentirlo, sì che ne avrai un rinnovato coraggio nel chiamarmi per incessanti vittorie. E quando domanderai più ancora di molto, rivolgiti al tuo Gesù-Uomo, e il tuo Gesù-Uomo trasmetterà a Dio Padre, mediante lo Spirito d’Amore. Come allora la tua domanda può restare senza risposta?

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Articolo di A&M DM (Il Cenacolo 1/6/2026) Una tradizione ininterrotta, dagli apostoli in qua

Gli apostoli che hanno vissuto con Gesù per circa tre anni, durante la sua vita pubblica, sono coloro ai quali il Signore ha comandato di trasmettere la fede a tutti i popoli: “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ...



Messaggio di Medjugorje del 20/04/1989

Cari figli, sono felice per ogni vostra preghiera, ma desidero che apriate sempre di più, di giorno in giorno, il vostro cuore e offriate con amore, a me e a Gesù, ogni vostra gioia e ogni vostra sofferenza. Vi invito, cari figli, a rinnovare di cuore i miei messaggi e a cominciare a viverli davvero. Pregate per la realizzazione di un mio piano. In questo momento le vostre preghiere mi sono particolarmente necessarie: per questo, a tutti voi riuniti qui, chiedo che aumentiate le vostre preghiere e, specialmente, che prendiate in mano la corona del Rosario. Cari figli, la preghiera è necessaria.

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Messaggio di Medjugorje del 25/05/2026

Cari figli, questo tempo sia per voi tempo di preghiera e di digiuno. Figlioli, nell'amore ritornate a Dio che è la vostra pace. Io sono con voi, figlioli, e vi amo con la mia tenerezza materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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