SANTI del GIORNO

lunedì 25 maggio 2026


San Agustin Caloca Cortes Martire Messicano
Sant' Aldelmo (Adelmo) Abate e vescovo
Beato Bartolomeo Magi di Anghiari Religioso
San Beda detto il Venerabile Sacerdote e dottore della Chiesa
San Canio (Canione) di Atella Vescovo e martire
San Cristoforo (Cristobal) Magallanes Martire Messicano
San Dionigi Ssebuggwawo Martire
Beato Gerardo Mecatti
San Gerio (Girio) Venerato a Montesanto
Beato Giacomo Filippo Bertoni Servita
San Gregorio VII Papa
San Leone di Mantenay Abate
Santa Maddalena Sofia Barat Vergine
Santa Maria Maddalena de' Pazzi Vergine
Beato Nicola (Mykola) Cehelskyj Sacerdote e martire
San Pietro Doan Van Van Martire
San Senzio di Bieda Martire
San Zanobi (Zenobio) Vescovo di Firenze


IL SANTO DEL GIORNO

San Dionigi di Milano

Vescovo

Il cardinale Dionigi Tettamanzi, centoquarantaduesimo successore di Sant’Anatalone sulla cattedra episcopale milanese, non è in il primo vescovo della città a portare tale nome. Vi fu già un altro Dionigi nel IV secolo, annoverato fra i ben 40 vescovi di Milano ad essere stati elevati agli onori degli altari come santi o beati. Fu eletto nel 349 circa nono vescovo della città, succedendo ad Eustorgio I. Le informazioni relative a San Dionigi, alla sua vita ed alle sue opere sono alquanto scarse. Tra i pochi avvenimenti noti del suo episcopato figura la sua partecipazione nel 355 ad un concilio tenutosi nel palazzo dell’imperatore ariano Costanzo, che era stato convocato al fine di condannare Sant’Atanasio. Quasi all’unanimità i vescovi presenti, spinti da una forte paura, firmarono il decreto, ma Dionigi di Milano, Eusebio di Vercelli e Lucifero di Cagliari si rifiutarono e vennero dunque esiliati in Oriente. San Dionigi fu destinato in Cappadocia e la sede episcopale milanese fu rimpiazzata da Assenzio, definito pertanto “vescovo usurpatore”. Purtroppo nel 360 circa Dionigi morì ancora esiliato, poco prima che l’imperatore Giuliano ne autorizzasse il rientro in patria. I suoi resti mortali furono poi inviati da San Basilio Magno al nuovo vescovo di Milano, Sant’Ambrogio, spiegandogli in una lettera ancora oggi conservata come autenticarne le reliquie. Ben tre parrocchie nel territorio dell’arcidiocesi milanese sono ancora a lui dedicata, rispettivamente a Milano, a Premana (prov. Lc) e a Carcano, frazione di Albavilla (prov. Co).