SANTI del GIORNO

sabato 16 maggio 2026


Santi Abda e Ebedieso Martiri
Beato Adamo degli Adami
Beato Adamo di Fermo Confessore
Sant' Andrea Bobola Martire
San Brendano di Cluain Ferta Abate
San Carantoco
Santi Felice e Gennadio Martiri
San Fidolo
Santi Fiorenzo e Diocleziano Martiri
San Germerio di Tolosa Vescovo
Beato Michele (Michal) Wozniak Sacerdote e martire
Sant' Onorato di Amiens Vescovo
San Pellegrino d'Auxerre Vescovo e martire
San Possidio
San Possidonio (Possidio) Venerato a Mirandola
Santi Quarantaquattro monaci Martiri di Mar Saba
San Simone Stock
Sant' Ubaldo di Gubbio Vescovo
Beato Vitale Vladimiro (Vitalij Volodymyr) Bajrak Sacerdote e martire


IL SANTO DEL GIORNO

Sant' Alipio

Le notizie sulla vita di Alipio sono contenute quasi totalmente nelle opere del suo grande amico, s. Agostino, con il quale divise gli errori della gioventù, la conversione e le fatiche dell'apostolato. Alipio nacque a Tagaste (oggi Souk Ahras, Algeria) da genitori che erano tra i maggiorenti del paese. Piccolo di statura, ma di animo forte e di indole virtuosa, strinse un’affettuosa ed intima amicizia con s. Agostino, tanto che questi lo chiama ripetutamente frater cordis mei. Più giovane di qualche anno del suo amico, ne frequentò le scuole di grammatica nel paese natale e le scuole di retorica a Cartagine; lo precedette a Roma, dove si recò per studiare diritto, e lo accompagnò a Milano. A Roma fu assessore del comes delle elargizioni per l’Italia e diede, in questa circostanza, rari esempi di illibatezza e di disinteresse. Resistette energicamente alle pretese di un senatore potentissimo che tentava d’indurlo a commettere illegalità, restando indifferente, tra la meraviglia universale, sia alle minacce che alle lusinghe: “anima rara”, scrive s. Agostino, “che non faceva caso dell’amicizia e non paventava l'inimicizia di un uomo così potente, famosissimo per gli innumerevoli mezzi che aveva di far del bene o di far del male”. L’amicizia con Agostino valse a ritrarlo, momentaneamente, dalla passione per i giochi del circo, ma lo trascinò nel manicheismo. Con l' amico Alipio visse il travaglio del ritorno alla fede; castissimo di costumi, gli fu di sostegno nella lotta contro le passioni e lo sconsigliò dal prendere moglie per non rinunziare a vivere liberamente nell'amore della sapienza; fu presente alla crisi della conversione e ne seguì l’esempio; si ritirò con lui a Cassiciaco, dove prese parte alle dispute di filosofia, e insieme con lui ricevette il battesimo il 25 aprile del 387. L'anno seguente Alipio tornò in Africa e a Tagaste si ritirò con gli amici a vita cenobitica. Nel 391 seguì Agostino nel monastero d'Ippona. Poco dopo viaggiò in Oriente e strinse amicizia con s. Girolamo. Fu caro a s. Paolino da NoIa, che ne ammirava la santità e lo zelo. Eletto vescovo di Tagaste, quando s. Agostino era ancor prete, a fianco di lui, per quasi quarant'anni, rifulse nella Chiesa d’Africa come riformatore del clero, maestro di monachismo e difensore della fede contro i donatisti e i pelagiani. Nel 411 partecipò alla Conferenza di Cartagine, e fu tra i sette vescovi cattolici che sostennero le dispute con i donatisti, nel 416 partecipò al Concilio di Milevi (Numidia) e nel 418, per incarico di papa Zosimo, si recò a Cesarea di Mauritania per affari ecclesiastici, prendendo parte alla disputa di Agostino con Emerito, vescovo donatista. Per la causa pelagiana si adoperò con zelo e venne più volte in Italia, latore di opere agostiniane al pontefice Bonifacio e al comes Valerio. Si presume che fosse ad Ippona per la morte di s. Agostino, e che sia morto nello stesso anno 430. I Canonici Regolari e l'Ordine agostiniano ne celebrano la festa, insieme a quella di s. Possidio, i116 maggio e il culto di questi due santi, che rappresentano l’eredità monastica di Agostino, fu confermato da Clemente X con il breve Alias a Congregatione il 19 agosto 1672.