SANTI del GIORNO

martedì 17 febbraio 2026


Beato Antonio Leszczewicz Sacerdote e martire
San Benedetto di Dolia Vescovo
San Bonoso di Treviri Vescovo
San Constabile (Costabile) Quarto Abate di Cava MR
Sant' Evermodo di Ratzeburg Vescovo
San Finan di Lindisfarne (di Iona) Vescovo
San Fintan Abate di Cluain Ednech
Beato Luca Belludi Francescano
San Lupiano
San Mesrop Dottore della Chiesa armena
San Pietro Yu Chong-nyul Martire
Santi Sette Fondatori dell'Ordine dei Servi della Beata Vergine Maria
San Silvino di Therouanne Vescovo
San Teodoro di Amasea Soldato e martire


IL SANTO DEL GIORNO

San Flaviano

Patriarca di Costantinopoli

Lo conosciamo soprattutto per le sue disgrazie, ignorando data e luogo della sua nascita. Ma sappiamo che è stato ordinato sacerdote a Costantinopoli; e che nell’anno 446 ne è diventato il patriarca, cioè il capo della più importante sede episcopale dell’Impero romano d’Oriente. Due anni dopo, eccolo nella bufera, per uno dei più rudi conflitti dottrinali che all’epoca dividono tra loro vescovi, preti, monaci e fedeli. Non molto tempo prima, nel 431, il Concilio di Efeso aveva chiuso la controversia provocata da Nestorio (allora patriarca di Costantinopoli) con la sua dottrina sulle due “nature divise” in Gesù Cristo: quella divina e quella umana. E ora un altro conflitto si accende per opera dell’anziano monaco Eutiche, superiore di un monastero presso Costantinopoli. Il quale sbanda nell’altro senso, perché attribuisce a Gesù Cristo una sola natura. Questa è la dottrina del “monofisismo”, che va contro il concilio di Efeso e divide un’altra volta le comunità cristiane d’Oriente. Per il patriarca Flaviano la situazione è piena di rischi. Non può e non deve tollerare la spaccatura; ma opporsi a Eutiche può essere pericoloso, perché vescovi autorevoli sono dalla sua parte; perché l’imperatore Teodosio II lo sostiene; e perché un personaggio potentissimo a corte, l’eunuco Crisafio, è suo figlioccio. E questi due sarebbero ben lieti di immischiarsi nel conflitto. I pericoli sono grossi, ma Flaviano fa il suo dovere e condanna le dottrine di Eutiche, qualunque cosa possa poi accadere. E accade di tutto. L’imperatore Teodosio convoca un nuovo Concilio, che si riunisce ancora a Efeso nel 449, in agosto. Ma lì parlano soltanto i sostenitori di Eutiche. Giungono da Roma i delegati del papa Leone I, e si impedisce loro di leggere il suo messaggio in difesa della dottrina e del patriarca Flaviano. Il quale viene poi destituito da patriarca, e infine aggredito pure fisicamente, prima di essere avviato all’esilio in Lidia, lontano da Costantinopoli, ma sotto controllo. Ci rimane poco, però: dopo qualche settimana è già morto. Nel 450 c’è un cambiamento sul trono di Costantinopoli: morto Teodosio II, sua sorella Pulcheria si sposa e fa proclamare imperatore il senatore Marciano, e subito ordina di riportare nella capitale il corpo di Flaviano, che trova poi sepoltura nella chiesa dei Santi Apostoli. Nel 451 si riunisce un nuovo Concilio sempre in terra imperiale, a Calcedonia. Qui i legati pontifici leggono infine il messaggio di papa Leone I, che era stato “censurato” a Efeso. E i padri conciliari lo applaudono dicendo: «Pietro ha parlato per bocca di Leone». E per voce di tutto il Concilio, infine, si cancellano le accuse lanciate a Efeso contro Flaviano, che viene onorato come santo e martire.