SANTI del GIORNO

mercoledì 4 febbraio 2026


Beati Alfonso de Meneses e Dionisio de Vilaregut Mercedari
Sant' Aventino di Chartres Vescovo
Sant' Aventino di Troyes
Sant' Eutichio di Roma Martire
Santi Filea e Filoromo Martiri
San Gilberto di Limerick Vescovo
San Gilberto di Sempringham
Santa Giovanna di Valois Regina di Francia, religiosa
San Giovanni de Britto Martire
Beato Giovanni Speed Martire
San Giuseppe (Desideri) da Leonessa
Sant' Imerio di Bosto Pellegrino e martire
Sant' Isidoro di Pelusio Abate
Beati Martiri Gesuiti in Giappone
San Nicola Studita Abate
Santi Papia, Diodoro e Claudiano Martiri


IL SANTO DEL GIORNO

San Rabano Mauro

Abate di Fulda

Magonza, 780 ca. - Magonza, 4 febbraio 856 Rabano nacque a Magonza verso il 780; frequentò come oblato (consacrato) la scuola monastica di Fulda, fondata nel 744 da s. Bonifacio Winfrid (680-755), monaco anglosassone, evangelizzatore della Germania e che nel Medioevo divenne famosa, insieme al monastero benedettino da cui prendeva il nome. Da lì si spostò a Tours in Francia, per proseguire la sua formazione alla “Schola Palatina” fondata da Carlo Magno e guidata dal grande teologo, filosofo, letterato, il beato Alcuino (735-804), il quale poi gli impose il soprannome di Mauro (dal discepolo di s. Benedetto). Dopo il periodo trascorso in Francia, ritornò a Fulda, dove venne ordinato sacerdote nell’814 e dall’817 divenne direttore della Scuola, per divenire poi nell’822 abate del grande monastero che governò per 20 anni. Nell’842 rinunciò alla carica e si ritirò a Petersberg nei pressi di Fulda; dopo cinque anni di questo ritiro, nell’847 fu chiamato dal re Ludovico il Germanico (804-876), quale quinto successore di s. Bonifacio, alla sede arcivescovile di Magonza. Rabano Mauro fu il più grande dotto del suo tempo, trasmise alla sua epoca tutto il sapere teologico dei Padri della Chiesa e collegato con Alcuino, contribuì sostanzialmente alla vita spirituale dell’età carolingia; si meritò il titolo di “Precettore della Germania”. Spiegò e commentò molti libri sacri del Vecchio e del Nuovo Testamento, utilizzando con sapienza le opere dei grandi Padri, s. Girolamo, s. Agostino e s. Gregorio Magno; inoltre scrisse vari manuali e omelie per l’educazione del clero, poesie e iscrizioni per chiese e sepolcri. Ma la sua opera più grande fu il “De Universo”, un compendio enciclopedico in 22 libri, di tutto il sapere del suo tempo; compilò anche un ‘Martirologio’, elenco dei santi venerati con note della loro vita o del martirio. Ancora gli viene attribuito il celebre inno “Veni Creator Spiritus”; come abate di Fulda e come arcivescovo di Magonza, espletò con sollecitudine un’attività pastorale intensa, anche con la convocazione di Sinodi e la costruzione di chiese. Rabano Mauro morì il 4 febbraio 856 a Magonza e le sue reliquie deposte nel monastero di S. Albano, poi sistemate in luogo visibile al culto, dal suo successore Albrect di Brandenburgo. Le reliquie poi dall’epoca della Riforma Protestante (XVI sec.) sono scomparse; ebbe culto sia di beato che di santo nelle diocesi di Magonza, Limburgo, Breslavia e a Fulda. Dante lo ricorda tra gli spiriti sapienti del cielo del Sole (Par., XII, 139).