SANTI del GIORNO

lunedì 30 marzo 2026


Beato Amedeo IX di Savoia Duca
Santi Antonio Daveluy, Pietro Aumaître, Martino Huin, Gius. Chang Chu-gi, Tomm. Son Cha-son e Luca Hwang Martiri
San Clino (o Clinio) Abate
Beato Damiano Eremita camaldolese e cardinale
Beato Dodone di Haske Premostratense
San Donnino Martire in Macedonia
Beato Gioacchino da Fiore
San Giovanni Climaco Abate
San Giovanni Gbec'i Eremita
Beato Gregorio Ascissio Mercedario
San Julio Alvarez Mendoza Martire Messicano
San Leonardo Murialdo Sacerdote
Beato Ludovico da Casoria Francescano
Beato Martino de Salvitierra Mercedario
Santi Martiri di Costantinopoli
Sant' Osburga di Coventry Badessa
San Pietro Regalado da Valladolid Francescano
Beata Restituta Kafka Vergine e martire
San Secondo di Asti Martire
San Verono di Lembeek
San Regolo Vescovo


IL SANTO DEL GIORNO

San Zosimo di Siracusa

Vescovo

Zosimo, vescovo (VII secolo) era un giovane monaco cui era stata affidata per la sua inettitudine la custodia della tomba di Santa Lucia a Siracusa. Un giorno, desideroso di rivedere i genitori, lasciò il monastero senza avvertire i superiori. I genitori, vedendolo arrivare con aria di fuggitivo, lo rimproverarono e lo riaccompagnarono al monastero. Venne perdonato dall'abate e riconsegnato al suo compito di "guardiano della tomba", che tenne a lungo perché considerato incapace di altre e più impegnative mansioni. Alla morte dell'abate, i monaci si recarono dal vescovo per conoscere il nome del successore. Fra loro non c'era Zosimo, rimasto a casa come "inutile". Quando il vescovo ebbe davanti i monaci, chiese: "Ci siete tutti?". "No, - risposero - a casa c'è il guardiano della tomba di santa Lucia, ma è di poco conto". "Fatelo venire" ingiunse il vescovo. E quando Zosimo arrivò: "Ecco il vostro abate" affermò solennemente il vescovo. Così Zosimo, tra la sorpresa di tutti, divenne abate del monastero dimostrando presto di quanta saggezza e virtù fosse ricco, a tal punto che il popolo lo volle quale proprio vescovo. Confermato da papa Teodoro, egli rimase sulla cattedra episcopale siracusana dal 647 al 662 guidando la diocesi con bontà e saggezza.