SANTI del GIORNO

lunedì 15 giugno 2026


Sant' Abramo di St-Cirgues Monaco
Beata Albertina Berkenbrock Vergine e martire
Sant' Amos Profeta
Santa Barbara Cui Lianzhi Martire
Santa Benilde di Cordova Martire
San Bernardo di Aosta (di Mentone)
Sant' Esichio di Durostoro Martire
Beato Ferdinando (Fernando) del Portogallo
Santa Germana Cousin Vergine
Sant' Isfrido di Ratzeburg Vescovo
San Landelino Abate
San Lotario di Seez Vescovo
Beato Luigi Maria Palazzolo Fondatore
Santi Modesto e Crescenzia Martiri
Beati Pietro Snow e Rodolfo Grimston Martiri
Beato Tommaso Scryven Monaco certosino, martire
San Vito Adolescente martire


IL SANTO DEL GIORNO

Sant' Amos

Profeta

Regno di Giuda e Regno di Israele, VIII secolo a.C. Lo Stato unitario nato con il re Saul è ora diviso nei due regni di Israele al nord e di Giuda al sud. E qui, nel paese di Tekoa vicino a Betlemme, abita il contadino Amos, al quale il Signore comanda di andare a predicare nel regno del nord. Amos accetta immediatamente, pur essendo estraneo al mondo dei predicatori o “portavoce” o “interpreti” di Dio (questo significa il termine ebraico tradotto con “profeta”). Lasciato il suo bestiame, entra nel regno d’Israele al tempo di re Geroboamo II (783-743 a.C.). Un tempo di straordinaria prosperità. E anche di religiosità intensa, si direbbe. C’è sempre folla nei santuari nazionali di Bet-El e di Dan, con offerte abbondanti e riti solenni. Amos, fedele alla chiamata, arriva appunto a Bet-El per rovinare la festa dei ricchi, per far vergognare i compiaciuti. Questo è l’incarico. Eccolo tra la folla, mentre profetizza sventure ai nemici di Israele per i loro misfatti. E questo ai suoi ascoltatori va molto bene. Ma presto Amos passa a parlare di loro: "Hanno venduto il giusto per denaro e il povero per un paio di sandali; calpestano la testa dei poveri come la polvere della terra...". Ecco su che cosa si basa questa prosperità: sull’ingiustizia, di cui il contadino di Tekoa enumera le manifestazioni: truffe in commercio, nel peso, nella moneta, sfruttamento dei poveri, usura spietata, schiavitù per il debitore... Sì, il Signore di tutti i popoli castigherà i nemici di Israele; ma anche questo regno dovrà scontare le sue iniquità. Non basta che possieda la vera fede: deve anche viverla con verità. Non serve adornare i templi: "Cercate il Signore, e vivrete!". C’è da pensare che questa infuocata campagna non duri a lungo. Entra infatti in campo Amasia, capo dei sacerdoti di Bet-El, parlando probabilmente a nome del re. E intima ad Amos di tornare al suo paese, nel regno di Giuda. Allora il profeta spiega che è stato il Signore a mandarlo, e aggiunge per Amasia questo tremendo annuncio: "Ebbene, dice il Signore: tua moglie si prostituirà nella città, i tuoi figli e le tue figlie cadranno di spada, la tua terra sarà spartita con la corda, tu morrai in terra immonda e Israele sarà deportato lontano dalla sua terra...". I notabili sferzati da Amos conosceranno sventura e deportazione quando il regno del nord verrà abbattuto nel 722 a.C. dagli Assiri. E Amos? Possiamo pensare che sia tornato in patria: il messaggio è stato comunicato, la missione compiuta. Ma lui in un certo senso ha voluto “farne rapporto” a tutti, per tutti i tempi. Dei profeti precedenti, infatti, noi conosciamo l’attività, ma di lui ci sono arrivate anche le parole. Per mano sua, o di qualche discepolo, Amos ce le ha volute tramandare nella loro irruenza originaria. Come se lo ascoltassimo noi pure a Bet-El, tra gli stupori.