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SANTI del GIORNO
mercoledì 18 febbraio 2026
Sant' Angilberto di Centula Abate di Saint-Riquier Santa Costanza di Vercelli Sant' Elladio di Toledo Vescovo Santa Esuperia di Vercelli San Francesco Regis Clet Martire in Cina Beata Geltrude (Gertrude) Comensoli Fondatrice Beato Giorgio (Jerzy) Kaszyra Sacerdote e martire Beato Giovanni da Fiesole (detto Beato Angelico o Fra Angelico) Domenicano Beato Giovanni Pibush Martire Santi Giovanni Pietro Neel, Martino Wu Xuesheng, Giovanni Zhang Tianshen e Giovanni Chen Xianheng Martiri Beato Guglielmo Harrington Martire Santi Massimo, Claudio, Prepedigna, Alessandro e Cuzia Martiri di Ostia Beato Mattia Malaventino Mercedario, martire Santi Sadoth e centoventotto compagni Martiri San Teotonio Sacerdote |
IL SANTO DEL GIORNO San Tarasio Patriarca di Costantinopol |
Per noi che viviamo nella "civiltà delle immagini", così chiamata per la massiccia presenza degli strumenti audiovisivi, particolarmente il cinema e la televisione, potrà forse risultare stimolante il ricordo di un personaggio che per le "immagini" si battè strenuamente, anche se questa non fu la sua gloria principale e le immagini per le quali egli si batté erano ben più "sacre" di quelle proposteci dalla nostra società consumistica. La polemica sul culto delle immagini, la cosiddetta lotta iconoclastica, ebbe tra i suoi protagonisti gli imperatori bizantini Leone III l'Isaurico, Costantino V Copronimo e Leone IV Khazaras da una parte, S. Giovanni Damasceno e i patriarchi Germano di Costantinopoli e Tarasio dall'altra. In realtà, accanto ad un conflitto ideale, che verteva sull'ortodossia, sulla legittimità del superamento cristiano della proscrizione giudaica di rappresentare Dio e il "mondo celeste", gli storici mettono in evidenza che vi erano in ballo anche questioni di carattere politico e addirittura economico: difensori costituiti delle immagini erano infatti i monaci, gli unici veri oppositori dello strapotere imperiale e potenti economicamente. Ma Tarasio, come dicevamo, vanta ancor altre glorie. Di famiglia nobile, fu rivestito della dignità di senatore e di capo della cancelleria imperiale. Benchè fosse semplice laico, per designazione del defunto patriarca Paolo, venne scelto a raccogliere una difficile eredità, che accettò a condizione che l'imperatrice Irene e il senato s'impegnassero a consentire la convocazione di un concilio: solo così sarebbe stato possibile ristabilire l'ortodossia e la pace ecclesiastica. Ciò avvenne, non senza difficoltà, al concilio di Nicea del 787. Tarasio si mostrò inoltre integerrimo difensore della morale cristiana e in particolare del matrimonio, opponendosi con energia allo stesso imperatore Costantino VI, che pretendeva da lui la sentenza di divorzio per poter contrarre nuove nozze. Tarasio nutrì infine una fervida devozione alla SS. Vergine, che in una sua preghiera salutava così: "Salve, o mediatrice di tutto ciò che vi è sotto il cielo; salve, riparatrice di tutto l'universo; salve, o piena di grazia, il Signore è con te, lui che era prima di te ed è nato da te, per vivere con noi". S. Tarasio morì all'età di 76 anni nell'806 e venne sepolto nel santuario "Tutti i martiri" del monastero da lui fondato sul Bosforo. |