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SANTI del GIORNO
domenica 24 maggio 2026
Santi Agostino Yi Kwang-hon, Agata Kim Agi e compagni Martiri San Domenico, Traslazione del Corpo San Donaziano Martire a Nantes Beato Filippo da Piacenza San Gennadio di Astorga Vescovo Santa Giovanna Moglie di Chuza Beato Giovanni di Prado Sacerdote e martire Beato Luigi Zeffirino Moreau Vescovo Madonna Ausiliatrice San Manahen di Antiochia Dottore e profeta San Rogaziano Martire a Nantes San Servolo (Servulo) Martire San Simeone Stilita il Giovane Anacoreta Santi Trentotto Martiri di Filippopoli (o di Plovdiv) Sant' Uberto di Bretigny Monaco San Vincenzo di Lerino Abate San Zoello Martire |
IL SANTO DEL GIORNO Sant' Amalia Martire di Tavio |
A dicembre, il Calendario è folto di bei nomi femminili: Bibiana Barbara, Valeria, Eulalia, Lucia, Adelaide, Eugenia, Anastasia, e così via. Nomi belli nel suono e nel ricordo della santità che evocano. Non c'è però, né a dicembre né in tutto il resto dell'anno, una Santa con il nome di Amalia: simile nel suono, ma diverso per origine e significato da quello di Amelia, derivante forse dal nome latino di Emiliana. Eppure, in molti calendari, alla data di oggi viene indicato il nome - di origine germanica - di Sant'Amalia. Vediamo subito perché. £ festeggiato oggi un gruppo di Martiri caduti nella persecuzione di Decio, sulla metà del III secolo, e messi a morte ad Alessandria, in Egitto. Si tratta di due uomini, Epìmaco ed Alessandro, e di tre donne, Mercuria, Dionisia e Ammonaria. Proprio quest'ultimo nome, di insolita forma, è stato poi scambiato con quello più usuale di Amalia. Vale la pena di notare come, invece, i nomi originari delle tre donne di Alessandria: Mercuria, Dionisia e Ammonaria - corrispondessero a quelli di altrettante divinità pagane: Mercurio, Dioniso e l'egiziano Ammone. Per coincidenza, o per voluta simbologia, le tre donne cristiane avevano nomi pagani, quasi a mascherare una realtà spirituale del tutto diversa. Sul loro conto, però, oltre ai nomi, si conosce ben poco. il Martirologio Romano dice delle tre: " La prima di esse, dopo aver superato inaudite specie di tormenti, colpita col gladio, finì beatamente la vita. Le altre poi, vergognandosi il giudice di essere superato dalle donne e temendo che, se avesse usato contro di loro gli stessi tormenti, sarebbe stato vinto dalla loro incrollabile costanza, furono decapitate subito ". Ammonaria, dunque, avrebbe sopportato le torture con tanta fermezza da far vacillare lo zelo dello stesso giudice. Un accenno a una vera e propria crisi di coscienza da parte di un funzionario imperiale non è molto frequente nelle storie dei Martiri. Basterebbe, da solo, a costituire titolo di alto elogio per Sant'Ammonaria - cioè per la nostra Sant'Arnalia. Ma il breve vacillamento della coscienza del giudice fu subito superato, nella maniera più spiccia e definitiva. Per non correre rischi, egli si sbarazzò subito delle altre due donne cristiane, facendole decapitare. E’ la risoluzione della viltà, quando la coscienza fa sentire la sua scomoda voce, e non si ha il coraggio dì darle retta. Quando il compromesso non basta più a celare la verità, e gli accomodamenti morali mostrano le corde. Meglio sopprimere la causa del turbamento, come fece il giudice di Alessandria, che affrontare l'intima lotta perché prevalga la verità. |