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SANTI del GIORNO
lunedì 16 marzo 2026
Sant' Agapito di Ravenna Vescovo Sant' Allo (Allone) di Bobbio Monaco Beata Benedetta di Assisi San Damiano di Terracina Diacono e martire Sant' Eriberto di Colonia Vescovorzo Beato Eriberto di Namur Eremita Sant' Eusebia Badessa di Hamay Beato Ferdinando Valdes Vescovo Beati Giovanni Amias e Roberto Dalby Martiri Beato Giovanni Cacciafronte de Sordi Vescovo e martire San Giovanni de Brebeuf Gesuita, martire in Canada San Giuliano di Anazarbo Martire venerato a Rimini Santi Ilario e Taziano Martiri San Papas Martire in Licaonia Beato Torello da Poppi Eremita |
IL SANTO DEL GIORNO San Damiano di Terracina Diacono e Martire |
La storia dei due Santi Valentino e Damiano è narrata negli - Atti della Vita e del Martirio di S. Valentino Vescovo e S. Damiano Diacono-. Dagli Atti si apprende che il Santo nacque a Terracina durante l"impero di Costantino il Grande. I genitori, di nobili origini, impressero nei figli un"impronta cristiana che maggiormente si manifestò in Valentino, tanto che il Vescovo della città, pensò di ordinarlo sacerdote in giovane età. Valentino si dedicò anima e corpo alla Chiesa e morto il Vescovo fu eletto all’episcopato della sua città. Iniziò subito a mostrare le sue virtù di castità, umiltà e carità; sovvenendo si bisogni dei poveri, dei malati aiutando tutti coloro che si rivolgevano a lui. Alla morte di Costantino iniziarono le persecuzioni dei Cristiani e dopo essere stato arrestato e liberato, il Vescovo Valentino iniziò il suo pellegrinaggio che lo portò, come guidato dalla volontà di Dio, alla città a cui avrebbe successivamente dato il nome. Qui Egli convertì e battezzò la popolazione del posto ed edificò nuove chiese e ordinò nuovi sacerdoti. Ma nelle città vicine vi erano molti sacerdoti pagani che vedendo tali opere, indussero la maggior parte della popolazione contro San Valentino e il suo discepolo San Damiano, fino al punto da farli catturare, trasportare in un bosco vicino e farli decapitare. Qui furono sepolti dai fedeli cristiani e rimasero senza culto fino al periodo dei Normanni quando, tra il 1075 e il 1078, il re Trogisio dopo aver rinvenuto le spoglie dei Martiri, le fece portare nell"Oratorio situato in Castel di Pietra (antico nome di San Valentino) dove iniziarono a mostrarsi innumerevoli prodigi. Fu molto probabilmente proprio in questo periodo che Castel di Pietra cambiò nome per diventare San Valentino. Oggi i loro corpi riposano nella parrocchiale dei Ss. Valentino e Damiano situata sull"alto della gradinata e progettata dall"architetto Luigi Vanvitelli. Il capitolo terzo degli – Atti - che riguarda appunto S. Damiano: «Assunta la cura del gregge di Gesù Cristo, il Vescovo Valentino, incominciò a mostrar chiaramente il progresso che egli faceva da una a tante virtù: sovveniva ai bisogni delle vedove; stendeva la mano agli orfani; provvedeva alle necessità dè poverelli: e tutto ciò che aver poteva loro volentieri il distribuiva. Eravi intanto in Terracina una certa vedova per nome Procla con un figliuolo unico chiamato Damiano, che mancando di ogni alimento per se e pel figliuolo, si accostò un giorno ai piedi del buon Pastor Valentino, pregandolo che soccorresse alla sua miseria, e le desse tanto da poter con la prole sua campar la vita. Commosso il pietosissimo Padre alle preci della povera donna, prese fra le sue braccia il povero infante, e strettoselo al seno e baciatolo, se lo adottò per figlio alla presenza di tutti i circostanti e donò alla donna cinquanta monete (in oro), perché provvedesse con quelle ai suoi futuri bisogni e così la rimandò tutta giuliva alla propria casa e ritenne con sé il fanciullo. Il Santo Prelato incominciò a nutrire il bambino con diligenza grandissima e ad istruir premurosamente nel servizio di Dio. Lo imbevve della Dottrina della Chiesa secondo il costume e il rito dei Santi Padri, e quando quello divenne adulto, il promosse al grado di Diacono; e Damiano restò sempre perseverante nella dottrina del maestro.» |