SANTI del GIORNO

domenica 8 febbraio 2026


Beati Alfonso de Riera, Francesco de Aretto, Dionisio Rugger e Francesco Donsu Mercedari
San Giacuto Monaco
Santa Giuseppina Bakhita Vergine
Beata Giuseppina Gabriella Bonino
Sant' Invenzio (Evenzio) Vescovo di Pavia
San Laureato Martire
Santi Martiri Costantinopolitani
Beato Matteo Gallo (de Gimmarra) Vescovo di Agrigento
San Nicezio (o Niceto) di Besancon Vescovo
Sant' Onorato di Milano Vescovo
San Paolo di Verdun Vescovo
Beato Pietro Ignei Monaco
Santa Quinta (Cointa) d’Alessandria Martire
Santo Stefano di Grandmont o di Muret Eremita


IL SANTO DEL GIORNO

San Girolamo Emiliani

Fondatore

Venezia, 1486 – Somasca, Bergamo, 8 febbraio 1537 In un'epoca in cui la cultura contava moltissimo e tuttavia la scuola era privilegio di pochi, si ebbe nella Chiesa una fioritura di santi che si dedicarono per missione alla istruzione della gioventù. L'epoca è il Cinquecento, e i santi che ebbero il merito di avvertire l'importanza dell'insegnamento scolastico per l'emancipazione sociale delle classi povere costituiscono un lungo elenco: Gaetano da Thiene, Antonio Maria Zaccaria, Angela Merici, Girolamo Emiliani, Filippo Neri, Giuseppe Calasanzio ecc. Dei primi anni di vita di S. Girolamo Emiliani (o Miano o Miani) sappiamo poco. Nacque a Venezia nel 1486 e come tutti i patrizi della Serenissima venne avviato alla carriera militare. Fatto prigioniero nel 1511 a Castelnuovo mentre combatteva contro la Lega di Cambrai, rinchiuso in una segreta del castello ebbe modo di meditare sulla vulnerabilità della potenza mondana, una riflessione analoga a quella che avrebbe fatto dieci anni più tardi anche S. Ignazio di Loyola. Liberato in maniera insperata dopo un mese, sentì viva la vocazione all'impegno missionario a servizio dei poveri, degli infermi, dei giovani abbandonati e delle donne "pentite". Un campo assai vasto d'impegno. Dopo un breve "noviziato" come penitente con Giampietro Carafa, il futuro Paolo IV, Girolamo si consacrò a Dio e al bene nel 1518. Dieci anni più tardi, poiché una terribile carestia travagliava l'intera penisola, subito seguita dalla peste, vendette tutto ciò che possedeva, compresi i mobili di casa, e si dedicò all'assistenza agli appestati. Bisognava dare sepoltura ai morti, e lo fece ogni notte. Ma bisognava pensare anche ai sopravvissuti, soprattutto ai bambini che avevano perso i genitori e alle donne che la miseria aveva spinto alla prostituzione. Verona, Brescia, Como e Bergamo furono il campo della sua intensa azione benefica. Fu allora che in un paesino del bergamasco, a Somasca, ebbe inizio la Società dei Chierici Regolari, che avrebbero preso il nome di Padri Somaschi. Furono loro ad attuare un grande progetto del fondatore: l'istituzione di scuole gratuite aperte a tutti e in cui veniva adottato il rivoluzionario "metodo dialogato". S. Girolamo Emiliani morì sulla breccia: mentre assisteva i malati di peste a Somasca, colpito dallo stesso terribile morbo, si congedò definitivamente su questa terra dai suoi figli prediletti: i poveri e gli ammalati, a cui aveva dedicato tutte le sue laboriose giornate per pochi ma intensi anni.