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SANTI del GIORNO
sabato 18 aprile 2026
Beato Andrea da Montereale Beato Andrea Hibernon Francescano Sant' Antusa di Costantinopoli Vergine, principessa imperiale Sant' Atanasia di Egina San Calogero di Brescia Martire Santi Eleuterio ed Anzia Martiri Santi Ermogene ed Elpidio Martiri Sant' Eusebio di Fano Vescovo San Giovanni Isauro Monaco Beato Giuseppe Moreau Sacerdote e martire Beato Idesbaldo delle Dune Abate San Lasreano o Molasso Abate Beata Maria dell'Incarnazione (Barbara Avrillot) Carmelitana San Perfetto di Cordova Martire San Pusicio Martire Beato Romano (Roman) Archutowski Sacerdote e martire Beata Savina Petrilli Sant' Ursmaro Vescovo-abate di Lobbes |
IL SANTO DEL GIORNO San Galdino Vescovo |
Settembre 1847. In Milano, ancora sotto il dominio degli Asburgo, entra il nuovo arcivescovo, festeggiatissimo perché è italiano (Bartolomeo Romilli) mentre il predecessore era austriaco. Si fanno in suo onore tre archi di trionfo, dedicati a sant’Ambrogio, a san Carlo e a san Galdino: ma la scritta in onore di quest’ultimo è fatta sparire dal Governo, perché allude troppo. Galdino, infatti, è strettamente legato alle lotte di Milano, e di altre città lombarde, contro Federico I Barbarossa. Figlio di piccoli nobili, Galdino è nato a Milano, avviandosi poi alla vita ecclesiastica. Nel 1160 è arcidiacono della cattedrale, e lo troviamo con l’arcivescovo Oberto al campo dei milanesi. Nel 1162 assiste alla distruzione della città ordinata dall’imperatore. Lui e l’arcivescovo sono schierati con Alessandro III, eletto papa nel 1159 da una parte dei cardinali, mentre altri eleggevano il filo-tedesco Ottaviano de’ Monticelli col nome di Vittore VI. Scisma nella Chiesa, dunque: papa e antipapa. In Milano, Oberto proclama la scomunica di Federico come responsabile dello scisma. Nel 1165 Galdino viene nominato cardinale. Ora deve seguire il papa nei suoi spostamenti; e nel marzo 1166 si trova appunto con Oberto in Benevento, a fianco di Alessandro III. Ma durante il soggiorno Oberto muore, e il papa nomina Galdino suo successore. Lui deve raggiungere la Lombardia clandestinamente, travestito da pellegrino, e in città lo accolgono le rovine. Nel 1167, infine, dopo cinque anni terribili, incomincia la ricostruzione, e uno dei protagonisti è lui. Riorganizza la Chiesa in Lombardia, confermandola nella fedeltà ad Alessandro III, e pianifica il soccorso ai poveri che si sono moltiplicati: quelli di prima, e quelli di miseria recente, i carcerati per debiti, quelli che non osano chiedere. Rimesse in piedi le strutture fondamentali per miserie vecchie e nuove, dice agli amministratori (anzi, fa incidere sulla pietra): "Voi siete qui solo per servire i poveri". "Strappa il patrimonio della Chiesa dalle fauci dei rapinatori", dice una sua biografia. Restaura la cattedrale, aiutato da donne milanesi che donano i pochi gioielli salvati dai saccheggi del Barbarossa. E ricomincia da capo a insegnare le preghiere, a pretendere il canto degno di Dio e del suo popolo. Predica instancabilmente. Anzi, muore sul pulpito della chiesa di Santa Tecla, dopo un sermone. E in questo stesso anno la Lega Lombarda vince la battaglia di Legnano. (Per questo, ancora nel 1847, il nome di Galdino risulta sospetto al Governo austro-ungarico). Lo stesso Alessandro III lo proclama santo. E nel XIX secolo il Manzoni darà il suo nome al loquace frate cercante dei Promessi sposi. Fra Galdino: anche in memoria, pensiamo, del pane per i poveri, che per molto tempo in Milano si chiamò appunto “pane di san Galdino”. |