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I piaceri del mondo rimpiccioliscono l’uomo. La mia gioia l’ingrandisce, gli da una forza e uno zelo nuovi. Sai che amo talmente l’uomo che lo ringrazierei d’aver imparato a gustare la mia gioia? Perché gustare la mia gioia equivale a gustar Me. Domandami questa sete di Me. Essa aumenterà il tuo zelo per il servizio del tuo Dio. Puoi metterti davanti il nome di Dio senza risentirne un fascino pieno di mistero? Quale perfezione potrebbe esserne esclusa? Allora, che cosa potresti non aspettarti? E se tu hai tutto da Dio, chiamalo di continuo, perché si muova e parli in te come il battacchio del sonaglio, il soffio del flauto o la vibrazione dell’arpa. Accetta che Io sia in te. Desidera che Io sia in te... Talvolta, lo spirito del mondo afferra un uomo e l’abita suo malgrado. Lo spirito di Dio s’inchina davanti alla volontà dell’uomo: l’Amore s’arresta. Aspetta... Aspettare prima d’afferrare: quale Amore potente! Oh! Figlia mia, se tu potessi concepire questi slanci nel volere il tuo Dio, questa follia di possederlo, l’incontro sarebbe semplice e il possesso sarebbe abituale. Metti il mio nome davanti a te e cammina.