
166 Alimenta il tuo amore con sacrifici, con gioiose ammirazioni, con sguardi contemplativi, con sospiri che Mi raggiungano. Con rimpianti per il passato. Con voti ardenti per il mio Regno; e chiamami di frequente, perché Io non chiedo che di venire. Ma, come il povero timido, lo spasimante delicato, rimango sulla soglia: “Si pensa a Me in questo cuore che ho salvato?“... Quanti Mi lasciano cosi per anni, senza invitarmi a varcar la soglia... Ma se una voce, piena di tenerezza. Mi dice con cuore umile: “Rimani con me Signore“, credi pure che entro con tutto il soccorso del quale quest’anima ha bisogno, e quasi la ringrazio di permettermi di aiutarla. |