La fede come ascolto e visione


Il titolo dell’articolo ci interroga su aspetti del nostro credere che talvolta vengono trascurati, illudendoci di avere la fede e riducendo la stessa ad una mera questione di credere in qualcosa e immaginare la presenza di Dio nella propria vita.

Noi invece vogliamo testimoniare la nostra fede partendo da ciò che leggiamo in san Giovanni: « Quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto […] e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita… » (1 Gv 1,1).

Gesù, con la sua Incarnazione, è venuto tra noi e ha parlato, si è reso visibile, e si è fatto toccare.

Anche oggi noi possiamo ascoltarlo, vederlo e toccarlo.

Egli ha dato a noi la possibilità di alimentare la nostra fede attraverso l’ascolto della sua parola e attraverso i Sacramenti da lui istituiti.

Noi possiamo attingere dal tesoro trasmesso dagli apostoli che, con i loro scritti, hanno comunicato ciò che hanno udito, visto e quello che hanno toccato. Soprattutto quello che loro hanno testimoniato con il loro martirio.

Ciò ci fa comprendere che la conoscenza della fede non è una verità puramente interiore o astratta ma una verità basata sull’incontro personale con Cristo, contemplando la sua vita, sulla percezione della sua presenza sia in noi che nel nostro prossimo.

Beati sono quelli che ascoltano la sua parola e riescono a vedere la sua presenza nella propria vita e nella vita delle persone che incontrano.

Questa ci rende veramente nuove creature.

Naturalmente la nostra fede deve essere alimentata e rafforzata dal costante ascolto della sua parola e dei suoi insegnamenti attraverso la partecipazione alla Santa Messa. Nella stessa noi possiamo ascoltare e meditare, vedere e comprendere, toccare e assaporare la tenerezza del nostro “Maestro”. Perciò beati quelli che ascoltano la sua parola!

Crediamo infine che ci sia un momento di grande aiuto alla nostra crescita spirituale ed è quello dell’ora di Adorazione.

Essere alla Sua presenza, adorando e parlando con Lui con tutto il cuore, ascoltando e facendoci invadere dal suo spirito, possiamo percepire e comprendere pienamente il suo Amore.

La fede per noi è veramente qualcosa di concreto, che sentiamo viva nel profondo del nostro essere.

Gesù ha voluto donarci la sua persona dandoci la possibilità di toccarlo realmente e sperimentare la sua reale presenza. Questo avviene ogni qualvolta noi mangiamo il suo corpo e beviamo il suo sangue nel sacramento dell’Eucarestia.

Che formidabile dono! Buon cammino a tutti.

A&M DM

da: Il Cenacolo del 1/4/2026

Colui che crede, nell’accettare il dono della fede, è trasformato in una creatura nuova.


Il titolo di questo articolo risulta essere sorprendente. Come si può credere che il solo accettare il dono della fede può trasformare la vita di una persona? Anzi c’è di più: avviene una nuova creazione, come affermato da Gesù nel colloquio con Nicodemo (Gv 3:3-7).

Nel nuovo testamento leggiamo: “Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove.” (2 Cor 5:17). Non vi sono parole o discorsi filosofici che possono far comprendere ciò che avviene in questo processo spirituale che implica un cambiamento profondo nella vita di una persona, che diventa veramente una nuova creatura quando sperimenta l’incontro personale con Gesù.

Questa rinascita spirituale, dunque, trasforma interiormente, rende la persona capace di pensare e di agire in modo diverso, sicuramente in modo diverso rispetto a quanto insegnato da questo “mondo”.

Questo cambiamento radicale si riflette naturalmente nelle nostre relazioni sia con Dio che con il nostro prossimo.

Con Dio perché non possiamo pensare di salvarci basandoci sulle nostre capacità intellettive e/o operative ma basata sulla “Grazia”, sulla Fede accompagnata da una incrollabile Speranza e dalla Carità, amore verso il nostro creatore e i fratelli e le sorelle che incontriamo.

Questa nuova identità ci dà un nuovo scopo nella vita, diverso da quello dettato e insegnato dalla nostra attuale società. Basata sul raggiungimento di particolari obiettivi materiali (carriera, ricchezza, potere ecc.) ma centrata sulla sequela di Gesù Cristo e conforme ai suoi insegnamenti, basati sul servizio agli altri e sorretto da un amore incondizionato.

Noi possiamo testimoniare, con gioia, che il vivere secondo quanto insegnato da Gesù ci ha reso persone migliori, nonostante le continue sfide che la vita moderna ci propone.

L’incontro personale con Lui ci ha permesso di rinascere e sperimentare ciò che si afferma nel salmo: “Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce.” (Sal 23). E’ proprio vero che il suo giogo è dolce e leggero come dice lui stesso nel vangelo di Matteo. E’ un invito a cambiare, ad abbandonare i fardelli che le istituzioni umane ci propongono, al fine di raggiungere la felicità in questa vita terrena. Noi abbiamo deciso di accogliere e seguire con umiltà ciò che la mitezza del Vangelo ci insegna e che sicuramente ci condurrà, liberandoci da tantissime preoccupazioni, alla pace interiore. Siamo certi di aver preso la giusta “Via” che ci permetterà di conoscere la “Verità” per l’ingresso nella “Vita”. Preghiamo il Signore affinché possa rafforzare e aumentare la nostra Fede perché vogliamo veramente essere creature nuove degne di stare alla sua presenza.

A&M DM

da: Il Cenacolo del 1/2/2026