Colui che crede, nell’accettare il dono della fede, è trasformato in una creatura nuova.


Il titolo di questo articolo risulta essere sorprendente. Come si può credere che il solo accettare il dono della fede può trasformare la vita di una persona? Anzi c’è di più: avviene una nuova creazione, come affermato da Gesù nel colloquio con Nicodemo (Gv 3:3-7).

Nel nuovo testamento leggiamo: “Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove.” (2 Cor 5:17). Non vi sono parole o discorsi filosofici che possono far comprendere ciò che avviene in questo processo spirituale che implica un cambiamento profondo nella vita di una persona, che diventa veramente una nuova creatura quando sperimenta l’incontro personale con Gesù.

Questa rinascita spirituale, dunque, trasforma interiormente, rende la persona capace di pensare e di agire in modo diverso, sicuramente in modo diverso rispetto a quanto insegnato da questo “mondo”.

Questo cambiamento radicale si riflette naturalmente nelle nostre relazioni sia con Dio che con il nostro prossimo.

Con Dio perché non possiamo pensare di salvarci basandoci sulle nostre capacità intellettive e/o operative ma basata sulla “Grazia”, sulla Fede accompagnata da una incrollabile Speranza e dalla Carità, amore verso il nostro creatore e i fratelli e le sorelle che incontriamo.

Questa nuova identità ci dà un nuovo scopo nella vita, diverso da quello dettato e insegnato dalla nostra attuale società. Basata sul raggiungimento di particolari obiettivi materiali (carriera, ricchezza, potere ecc.) ma centrata sulla sequela di Gesù Cristo e conforme ai suoi insegnamenti, basati sul servizio agli altri e sorretto da un amore incondizionato.

Noi possiamo testimoniare, con gioia, che il vivere secondo quanto insegnato da Gesù ci ha reso persone migliori, nonostante le continue sfide che la vita moderna ci propone.

L’incontro personale con Lui ci ha permesso di rinascere e sperimentare ciò che si afferma nel salmo: “Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce.” (Sal 23). E’ proprio vero che il suo giogo è dolce e leggero come dice lui stesso nel vangelo di Matteo. E’ un invito a cambiare, ad abbandonare i fardelli che le istituzioni umane ci propongono, al fine di raggiungere la felicità in questa vita terrena. Noi abbiamo deciso di accogliere e seguire con umiltà ciò che la mitezza del Vangelo ci insegna e che sicuramente ci condurrà, liberandoci da tantissime preoccupazioni, alla pace interiore. Siamo certi di aver preso la giusta “Via” che ci permetterà di conoscere la “Verità” per l’ingresso nella “Vita”. Preghiamo il Signore affinché possa rafforzare e aumentare la nostra Fede perché vogliamo veramente essere creature nuove degne di stare alla sua presenza.

A&M DM

da: Il Cenacolo del 1/2/2026

Una comunità di credenti rafforza la nostra fede


Tutti possiamo convenire che l'uomo è un essere sociale, o volendo, possiamo anche definirlo "essere relazionale" . Questo concetto è stato espresso e reso famoso da Aristotele e ribadito, successivamente, da innumerevoli filosofi. L'essere umano può svilupparsi e scoprire a sua vera identità solo avendo delle interazioni con gli altri nel contesto sociale. Infatti, lo sviluppo umano è intrinsecamente legato all'interazione con gli altri e lo scambio di idee e risorse danno il senso di appartenenza a un determinato gruppo di persone.

Questo ci rende più sicuri, stimolando la crescita personale, e dando ad ognuno un senso di benessere, mentre l'isolamento può causare problemi psicologici e fisici. In conclusione le capacità relazionali, che includono la comunicazione, l'empatia e la cura, sono considerate caratteristiche uniche e distintive dell'essere umano.


L’appartenenza ad una comunità di credenti può essere un potente strumento per rafforzare la fede, offrendo sostegno emotivo, condivisione di esperienze, insegnamento e apprendimento, servizio e volontariato, preghiera e adorazione.

Per quanto riguarda il sostegno emotivo e la comprensione, la comunità può aiutare i suoi membri a superare le difficoltà e a mantenere la fede.

La comunità inoltre può essere un luogo in cui condividere esperienze e storie di fede tra i membri del gruppo, che aiutandosi reciprocamente, sono più connessi e meno soli, rendendoli più pronti nell’affrontare i problemi quotidiani.

Non si trascuri naturalmente l’opportunità che la comunità offre nell’apprendimento e nella crescita spirituale, attraverso la condivisione di conoscenze e la riflessione sulla fede.

Ricordiamo ciò che Gesù ci esorta e che troviamo nel vangelo di Matteo: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli”. (Mt 5,16).

Ecco la ragione per la quale il servizio e il volontariato sono di vitale importanza per la nostra salvezza; e quale miglior luogo possiamo trovare, se non nella comunità parrocchiale, l’opportunità di aiutare gli altri e di mettere in pratica la fede attraverso il servizio e il volontariato, avendo, nel contempo, la possibilità di costruire legami più forti. Infine, ma essenziale, la comunità deve riunirsi per pregare e adorare nostro Signore, creando un senso di unità e di connessione con Dio e i fratelli, realizzando ciò che ci comanda Gesù nel vangelo di Giovanni: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.”(Gv 13, 34)

Non dimentichiamo che la qualità della nostra vita terrena e la “vera” vita che ci attende è segnata dalle qualità delle relazioni che viviamo quotidianamente. Auguriamo, in attesa del Natale, un santo periodo di Avvento a tutti.

A&M DM

da: Il Cenacolo del 1/12/2025