
270 Eppure voi siete le mie creature. Dovreste vivere in continua riconoscenza per tutto quanto ho fatto per voi. Le vostre anime dovrebbero essere come i giardini del Paradiso terrestre, dove Io scenderei a passeggiare e a conversare, come in altri tempi col primo uomo e con la prima donna. Che bella, silenziosa preparazione!... Che felice, gioiosa attesa!... Essi sapevano che la mia visita aggiungeva la felicità della mia Presenza, a tutte le altre felicità. Abbi, adesso, la stessa certezza. Non sono cambiato. Può forse cambiare un Dio tutto Amore? Non ti chiami Adamo, ma tu sei suo figlio. Non ti chiami Eva, ma tu sei sua figlia. Anche per te provo gli stessi potenti affetti dei primi mattini. Non temere dunque, d'incontrarti, di espanderti, di metterti tutto[a] sotto il mio Sguardo. Benché Io sappia tutto di te, sono contento che ti confidi. La confidenza provoca in te nuovi slanci. |