
287 Vedi la casa dove abito: il Tabernacolo? Vi aspetto. Nel mondo, molte volte si fissa un giorno per ricevere. Per Me, ogni giorno è giorno di ricevimento. Non credi che presso di Me non manca nulla? Né il banchetto, né lo Spirito, né l’affetto, né i doni della mia grazia. Siete ricevuti senza che aspettiate. Sono Io che aspetto. Ne conosco di quelli che non sono mai venuti. Non dico: non sono mai venuti ai miei piedi a confessare le loro colpe; dico: non sono venuti neppure a dirmi buongiorno. Altri vengono qui in occasione di certe cerimonie, ma non pensano affatto che Io sono qui, pronto ad ascoltarli. Se ne vanno così come sono venuti. Niente ha vibrato in loro. Li seguo con lo sguardo tristemente... È la mia tristezza del giardino dell’Agonia... Parlami tu per loro, tu che vieni ogni giorno nella mia casa, affinché, prima d’entrarvi un’ultima volta portati su un catafalco, vengano a darmi il loro corpo vivo, le loro facoltà e tutto il loro essere. Oh! Come saprei riceverli bene, come saprei rispondere alla loro fiducia!... |