Il Beato Charles de Foucauld
Strasburgo è celebre per la sua
cattedrale, il cui campanile punta verso il cielo come una freccia.
E la città natale di Charles de Foucauld. Qui venne
alla luce il 15 settembre
Pigro e cocciuto
Con la sorellina, va a vivere
presso il nonno materno, il colonnello de Morlet.
Quel caro nonno non sa che cosa
fare per consolare gli orfanelli e asseconda tutti i loro capricci. Il piccolo Charles è un ragazzo molto intelligente, ma è pigro e
difficile!
In casa, tutti conoscono le sue
escandescenze e la sua cocciutaggine.
Nel 1870 i Prussiani occupano Strasburgo,
e l'Alsazia diventa tedesca.
La famiglia di Charles lascia la città e si stabilisce a Nancy, dove Charles comincia gli studi secondari, che poi concluderà a
Parigi presso i Gesuiti. Conseguito il baccalaureato, viene ammesso nella
scuola militare di Saint-Cyr.
Ben presto si farà notare... Un giorno,
per esempio, mentre è di guardia, lascia il posto, si mette in borghese e va a
farsi una passeggiata. Va matto per le feste e sperpera in divertimenti tutta
la fortuna ereditata dal nonno.
In Marocco
Nel 1880 Charles,
che è diventato ufficiale, parte con il suo reggimento per l'Algeria.
Ma ben presto è rimandato in
Francia, perché continua a fare soltanto di testa sua...
Qualche tempo dopo viene a sapere
che i suoi camerati sono impegnati in combattimenti molto pericolosi.
D'improvviso, che cosa succede a Charles?
Sogna di diventare un eroe?
Chiede di far ritorno al suo
reggimento e diventa un ufficiale amato da tutti.
Finiti i combattimenti, attratto
dall'avventura, Charles lascia l'esercito e si veste
come i locali per visitare e conoscere da vicino il Marocco, un paese in cui
gli Europei non sono ancora penetrati. Là resta impressionato vedendo i
musulmani pregare.
L'incontro con padre Huvelin
Tornato a Parigi, scrive un
libro, attingendo dagli appunti presi durante i suoi viaggi. Intanto ripensa ai
musulmani, come li ha visti pregare, e ripete spesso: «Mio Dio, se esistete,
fate che io vi conosca!». Un giorno, presso la cugina Marie
de Bondy, incontra l'abate Huvelin.
Resta colpito dalla sua bontà e semplicità e gli chiede di avere con lui un colloquio.
L'abate Huvelin non gli fa dei discorsi, ma lo esorta
a confessarsi e a comunicarsi... A un tratto, nel cuore di Charles
tutto crolla: sente che Dio esiste e che lo ama!
Allora Charles
risolve di non vivere più che per Dio e si fa monaco.
A Nazaret come
Gesù
Nel suo monastero pensa spesso
alla vita vissuta da Gesù a Nazaret, una vita semplice
e povera. Qualche tempo dopo, chiede di potersi recare a vivere a Nazaret. Là, in cambio di una stanzetta e di un po' di
cibo, presta qualche servizio al monastero delle Clarisse, e passa molto tempo
in preghiera.
Charles è felice di vivere nella città
in cui è vissuto Gesù!
Le Clarisse apprezzano Charles e pensano che potrebbe essere un buon sacerdote.
Egli si lascia convincere e ritorna in Francia, dov'è ordinato sacerdote il 9
giugno 1901. Ora vorrebbe andare a vivere in una nazione il cui popolo non
conosce Gesù. Pensa al Marocco, ma non è possibile. Allora si reca in Algeria.
Si stabilisce a Béni-Abbès, nel sud del paese. Là
costruisce una piccola cappella e un eremitaggio con molte celle, perché spera
di avere dei fratelli che vivano con lui una vita di semplicità, come quella di
Gesù a Nazaret.
L'incontro con i Tuareg
A Béni-Abbès
nessuno si occupava dei poveri. Ben presto molti si recano all'eremitaggio in
cui Charles cerca di consolare i malati, e a ciascuno
rivolge una parola di conforto. Spesso accoglie quasi cento persone al giorno!
Egli sa rendersi prossimo di tutti e il popolo lo chiama col nome di «il
fratello universale!».
Nel
profondo del cuore da questo
dramma. Fa tutto quello che può per riscattare e liberare gli schiavi
maltrattati; chiede denaro anche ai suoi amici in Francia.
Qualche tempo dopo, Charles ha l'occasione di accompagnare un suo amico
francese, un militare, nella regione dell'Hoggar, in
pieno deserto del Sahara. Lì incontra i Tuareg. Si mette a studiare la loro
lingua preché, decide di far conoscere loro Gesù e si
interessa anche della loro letteratura. Redige un dizionario francese-tuareg e
traduce nella loro lingua addirittura il Vangelo...
Il bisogno di essere aiutato
Nel luglio 1907 Charles si stabilisce a Tamanrasset,
nel Sahara, per essere più vicino ai Tuareg. Durante l'inverno 1907-1908 si ammala
gravemente.
Allora i suoi vicini Tuareg se ne
prendono cura. A causa della siccità, il loro nutrimento è scarso, ma non esitano
a dividerlo con lui, e riescono a salvarlo. Charles
capisce di non essere solo. Là, nel deserto, ha dei veri amici! Si rende conto che
amare non vuoi dire soltanto dare agli altri, ma anche saper ricevere e
accettare talvolta di essere aiutato. Nel corso della vita, infatti, tutti
abbiamo talvolta bisogno degli altri.
Far vedere il Vangelo con la vita
Charles ha un grande desiderio: far conoscere
Gesù ai suoi amici nel deserto. Ma come parlar loro del Salvatore? Cerca di
farlo in qualche modo, ma capisce che è
soprattutto la bontà del Signore che toccherà il loro cuore.
In una delle sue lettere scrive:
«Vedendomi, devono poter dire: poiché
quest'uomo è buono, anche la sua religione dev'essere
buona».
Capisce che occorrono uomini e
donne che facciano «vedere il Vangelo nella loro vita».
Nel cuore dell'Assekrem
D'estate, lo siccità obbliga i
Tuareg a stabilirsi molto in alto sulle montagne per trovare pascoli per i loro
greggi. Per stare loro vicino, Charles si costruisce
un eremitaggio nel cuore dell'Assekrem, a
Charles vorrebbe condividere con altri
la gioia che gli procura quella vita, semplice come quella di Gesù. Ma una vita
così povera e austera mette paura.
Charles rimane solo; tuttavia non si
scoraggia e continua a pregare, ad aiutare i suoi amici Tuareg e a tradurre le
loro poesie e i loro proverbi.
Ucciso da un ribelle
Nel 1914 scoppia la guerra in Europa.
Alcuni Tuareg, nel deserto, cominciano a molestare i militari
francesi. Vengono considerati «ribelli». Nel deserto la situazione è pericolosa
e si consiglia al francese Char les
di lasciare Tamanrasset. Lui invece decide di rimanere
e costruisce un fortino, dove la gente può trovare rifugio, al sicuro dai
ribelli. Il 1° dicembre 1916 alcuni ribelli minacciano Tamanrasset.
Un gruppo bussa alla porta del fortino. Conoscono la parola d'ordine e Charles
apre la porta. Lo tirano fuori, lo
legano e lo affidano alla custodia di uno di loro, un individuo giovanissimo, molto
nervoso e agitato.
All'improvviso sono annunciati i militari francesi ed è
il panico. Il giovanotto che custodisce Charles gli
punta il fucile contro la testa e preme il grilletto... Charles
muore solo, lontano dai suoi. Ma il suo esempio e la sua vita ispireranno uomini e donne che
vogliono vivere per «far conoscere il Vangelo nella loro vita». All'inizio del
sec. XXI, ben diciannove tra congregazioni e associazioni formano la famiglia
spirituale di Charles de Foucauld.